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Decreto bollette. MC chiede interventi strutturali e attenzione su possibili rincari di gas e petrolio


Nell’ambito dell’audizione di ieri alla X Commissione della Camera dei deputati, Movimento Consumatori ha espresso un giudizio “chiaroscuro” sul decreto bollette.

“Se da un lato si riconosce lo sforzo del Governo nel sostenere le famiglie indigenti, dall’altro emerge la natura frammentaria delle misure previste, che non risolvono i nodi strutturali del settore energetico e lasciano i consumatori in un limbo normativo, aggravato dalla fine dei mercati tutelati”, commenta Ovidio Marzaioli, vicepresidente MC, che ha preso parte all’audizione.

L’associazione è intervenuta con forza sul previsto contributo straordinario una tantum da 115 euro, chiedendone l’estensione a tutti i cittadini con ISEE fino a 12.000 euro, alle famiglie numerose con ISEE fino a 25.000 euro e a tutti i settori regolati da ARERA (incluso il teleriscaldamento), al fine di rendere l’intervento strutturale ed equo e proteggere le fasce più vulnerabili dei consumatori dall’approssimarsi di probabili rincari dovuti alla guerra in Iran e alla conseguente crisi internazionale.

MC ha espresso forti critiche sull’articolo 1, comma 2 del decreto, che affida ai venditori di energia la facoltà di offrire sconti (fino a 60 euro) ai clienti con ISEE sotto i 25.000 euro: l’associazione ritiene inaccettabile che una misura di protezione sociale sia lasciata alla discrezionalità commerciale, creando disparità in base al fornitore scelto e, soprattutto, aprendo la strada a possibili pratiche commerciali poco trasparenti. MC ha richiesto che tale facoltà si traduca in un obbligo per tutti i venditori o che l’articolo venga cancellato.

Tra gli elementi più critici si evidenzia l’articolo 9, nella parte in cui si ipotizza la vendita delle riserve di gas (stoccaggio) come leva per l’abbattimento dei prezzi per le imprese, riducendo drasticamente le riserve strategiche proprio mentre si profilano minacce alle rotte di approvvigionamento del GNL dai Paesi fornitori.

A tal proposito, MC ha sottolineato la necessità di interventi per abbattere realmente il prezzo del gas, proponendo di ridurre, per le utenze domestiche, l’aliquota IVA dal 10% al 5% per i primi 480 metri cubi standard (Smc) consumati nell’anno solare, misura utile a superare la logica dei bonus temporanei e a garantire un accesso equo e sostenibile al sistema energetico.

Infine, l’articolo 5 mira a ridurre il peso della componente ASOS in bolletta, tagliando i prezzi minimi garantiti (PMG) per biogas, biomasse e bioliquidi, mentre l’articolo 6 prevede rimborsi ai produttori termoelettrici per i costi di trasporto del gas e per le quote ETS (emissioni), imponendo però che tali benefici siano trasferiti nelle offerte di vendita per abbassare il prezzo dell’energia all’ingrosso. “In pratica – osserva Alessandro Mostaccio, presidente MC – si ‘sposta’ un costo da una tasca all’altra del consumatore. Le incongruenze del decreto si eliminano attraverso interventi coraggiosi: solo uscendo dalla logica emergenziale si può garantire ai cittadini un sistema energetico sostenibile”.

 

 

 

 

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