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Liste di attesa per visite e esami: puoi ottenerle nei tempi della prescrizione
Ti è mai capitato di avere in mano una prescrizione medica con un codice di priorità e di sentirti dire, quando provi a prenotare, che il primo appuntamento disponibile è tra mesi? Oppure che non sono ancora pronte le disponibilità dei medici (le cosiddette “agende”)? Oppure per qualche motivo il sistema di prenotazione (telefonico, online) non garantisce di vedere i posti o effettuare una scelta?
Sono tutte situazioni molto diffuse, che però non devono condizionare il tuo diritto ottenere la prestazione, soprattutto a ottenerla nei tempi in cui il medico ha indicato che quella visita o quell’esame deve essere effettuato (codice di priorità).
In tutta Italia esiste un “percorso di tutela” previsto dalle norme nazionali, che obbligano le Aziende sanitarie locali ad applicarlo e che ti permette di chiedere al SSN di garantire la prestazione nei tempi previsti dalla prescrizione. Vediamo come, in generale (i casi individuali saranno trattati secondo le specifiche modalità del luogo di residenza dei richiedenti).
Quali sono i tempi che devono essere rispettati?
Per le prestazioni di primo accesso, il medico può indicare una classe di priorità. U - Urgente: entro 72 ore; B - Breve: entro 10 giorni; D - Differibile: entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami; P - Programmabile: entro 120 giorni. Se nella prescrizione/ricetta medica il medico non ha specificato alcuna lettera di priorità clinica, deve essere considerata come prestazione programmabile (lettera P).
Questi tempi non sono semplicemente un’indicazione generica. Sono collegati alla valutazione clinica effettuata dal medico che ha prescritto la prestazione e all’efficacia dell’esame o della visita. Se le viste e gli esami non vengono effettuati entro il tempo massimo indicato non è “solo un disguido” o “un’inefficienza” del Servizio sanitario nazionale, ma un danno per gli utenti.
Se attraverso i vari sistemi di prenotazione non trovi un posto libero entro il tempo indicato non è necessario andare privatamente a proprie spese. Puoi presentare una richiesta formale all’Azienda sanitaria competente per territorio per ottenere il rispetto del tempo previsto: Movimento Consumatori ti aiuta in questo percorso.
La procedura può cambiare leggermente da un’Azienda sanitaria all’altra, ma il servizio pubblico deve trovare una soluzione nell’ambito delle strutture pubbliche o accreditate. Se non è possibile garantire la prestazione nei tempi prescritti, la normativa e le procedure regionali prevedono, nei casi previsti, anche il ricorso all'attività libero-professionale intramuraria, con oneri a carico dell'ASL e il pagamento da parte del cittadino del solo eventuale ticket.
Attenzione, però: non bisogna confondere automaticamente questa procedura con il fatto di andare autonomamente in una struttura privata e poi chiedere il rimborso. In alcune Aziende sanitarie d’Italia è questa la prassi, ma non è una pratica generale.
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