Intervento settore idrico

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Legge 205/2017 la tutela dei consumatori e la prescrizione

L’art.1 (commi da 4 a 10) della legge 205 del 2017 ha rivoluzionato la normativa prevista nel codice civile relativa ai termini di prescrizione in riferimento ai corrispettivi dei conguagli nei settori energia elettrica, gas e  idrico, inserendo nella più generale definizione della prescrizione quale “modo generale di estinzione dei rapporti fondato sull'inerzia del soggetto titolare del diritto” una nuova fattispecie: accanto alla prescrizione ordinaria (art.2934 cc e ss) e la prescrizione breve (art.2948 cc), si realizza una prescrizione “brevissima” con il decorso di uno spazio temporale molto più limitato (due anni).

La legge 27 dicembre 2017 n.205 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” pubblicata in G.U. Serie Generale n.302 del 29-12-2017 - Suppl. Ordinario n. 62) ha quindi introdotto una nuova disciplina sia sotto il profilo dei termini di prescrizione sia per la specificità dell’oggetto e cioè i consumi di energia elettrica e gas e del settore idrico.

La ratio della norma deriva dal reiterarsi di violazioni dei requisiti di correttezza e buona fede da parte di alcuni operatori nell’emissioni di fatture di conguaglio con addebito di ricalcoli pluriennali opache e mal comunicate.

Ne deriva che l’emissione di maxi-bollette per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni costituiscano una pratica commerciale contraria ai princìpi richiamati nella fase di esecuzione del contratto, in particolare perché presuppone un ritardo che non può essere in alcun modo attribuito al consumatore, ma solo all’operatore che, in quel caso, non può venire meno al proprio dovere di correttezza facendo ricadere sull’utente la gravosità di un onere derivante da un proprio errore. L’obbligo di correttezza e di buona fede si concretizza infatti nell’obbligo per ciascun operatore di proteggere i consumatori da comportamenti scorretti, non soltanto sleali, ma anche negligenti.

Siamo quindi di fronte ad un complesso meccanismo posto a tutela del consumatore (e non solo) e volto a garantire una corretta imputazione dei consumi energetici al cliente finale nell’ottica di realizzare i principi di trasparenza e chiarezza nel sistema di fatturazione degli addebiti di energia e gas (ed idrico a partire da gennaio 2020).

Le ADR nel settore idrico

Superata la fase di corretta comunicazione al consumatore resta da affrontare l’aspetto di gestione dei rapporti con l’utenza considerato che i dati ARERA presentati nella relazione annuale 2019 dimostrano una sostanziale inefficienza complessiva del sistema di risposta ai reclami.

Ed è proprio nella fase di potenziale lite tra gestore ed utenza che ci si imbatte in un grave vulnus del sistema che sembrava aver indotto l’Arera, con la delibera 55 del 2017, ad imboccare la strada della obbligatorietà della conciliazione stragiudiziale come condizione di procedibilità della domanda giudiziale per la data del 1 luglio 2019; inopinatamente, la delibera Arera n.142/2018 ha prorogato sine die l’inizio della obbligatorietà della conciliazione facendo riemergere il problema, e ciò proprio nella prospettiva della entrata in vigore dal 1° gennaio 2020 della Legge 205/2017, sguarnendo il sistema complessivo di un’importante garanzia di effetto calmierante sulle eventuali azioni giudiziali, ed impedendo al sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie di rivestire il ruolo centrale di contatto effettivo fra gestore ed utente.

Una delle possibili risposte a questo immanente problema è il potenziamento del sistema della conciliazione paritetica volontaria e territoriale (attualmente presente) come forma di prevenzione di possibili azioni giudiziarie massive complementare e/o alternativo al sistema di conciliazione on line di Arera.

Tale forma di conciliazione stragiudiziale è per nascita e applicazione, la procedura più originale delle ADR italiane, consacrate nel dlgs 130/2015 (dettato per il recepimento della direttiva europea 11/2013 sulle tutele dei diritti dei consumatori), ma principale esempio di autoregolazione nei rapporti tra gestore e associazioni dei consumatori senza intervento di terzi.

La procedura conciliativa paritetica che è riconosciuta a tutti gli effetti di legge come valida forma di accordo stragiudiziale, avrebbe l’effetto di “affiancare” per validità ed alternatività la conciliazione on line dell’Arera (cosi come previsto tra l’altro dalla stessa delibera 142/2018) con gli ulteriori vantaggi di essere gestita a livello locale, di essere gratuita e senza l’obbligo di assistenza legale e complessivamente atta ad aiutare il gestore a migliorare il rapporto con l’utenza.

In un momento nel quale il quadro politico sembra segnato da una indecisione complessiva è necessario che il sistema idrico nelle sue varie componenti risponda a tutte le sollecitazioni normative e regolatorie in maniera uniforme con modelli che più si avvicinano ai principi della efficienza ed efficacia e che tutelino in maniera trasparente i diritti dell’utenza.

La legge 160 e la regolazione Arera nel servizio idrico integrato

La legge di bilancio 2020 (L.160/2019 art.1 commi dal 291 al 295) ha in maniera diretta e/o indiretta sovvertito radicalmente gli interventi Arera nei settori regolati (in particolare nel settore idrico), avendo modificato sostanzialmente sia le modalità di tutela che le regole di ingaggio tra gestore ed utenza inserendo tutta una serie di novità modificative o estintive delle regole esistenti. Gli interventi normativi hanno riguardato sia la regolazione esistente (ad esempio sull’integrazione degli indennizzi) che quella entrata in vigore il 1 gennaio 2020 (morosità, prescrizione breve).

Ma prima dell’analisi specifica delle norme è importante sottolineare la decisione del legislatore di intervenire incisivamente su una materia sinora lasciata totalmente al regolatore; figlia di una regolazione tentennante, poco efficiente e poco efficace per il sistema idrico nel suo complesso che ha avuto il suo apice nella regolazione in materia di prescrizione breve.

Il legislatore utilizza il termine “utente” per indicare la platea dei beneficiari dell’intervento in maniera generica e senza specificare se questa scelta è indicativa di un superamento delle diverse tutele tra “consumatore” e “professionista” fissata dal codice del consumo. Sarà compito in prima battuta del legislatore dare, in tempi brevi, un’interpretazione autentica delle norme coadiuvato in ciò dall’Arera, dagli operatori del servizio idrico e da tutti gli stakeholder del contesto, al fine di un’armonizzazione delle regole e degli interessi in campo.

Come risulta evidente ci saranno molte discussioni sia di natura dottrinale che regolatoria da dover affrontare e soprattutto molte perplessità applicative da superare, per arrivare a quella armonizzazione auspicata per avere un settore come quello idrico ove la tutela dei diritti dell’utenza garantito dalla legislazione primaria sembra scontrarsi in maniera forte con l’attività regolatoria dell’autorità di settore.

 

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