Consob: comunicazione n. 0097996 e “opinion” ESMA

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La Consob, con la comunicazione del 2014 ha evidenziato l’esigenza di una particolare e via via crescente attenzione da parte delle banche per la tutela dei risparmiatori, in ragione del livello di complessità elevata degli investimenti nei Certificates che, da un lato, accresce “le difficoltà di comprensione delle caratteristiche degli investimenti proposti”, “idonei a pregiudicare la capacità di assumere consapevoli decisioni di investimento”, dall’altro, aumenta il rischio per i clienti di incorrere inconsapevolmente in significative perdite.

Già l'Autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari (ESMA), con una propria opinion” del 7 febbraio 2014 relativa alle “practices for firmssellingcomplexproducts”,  nel “caso di raccomandazioni personalizzate” (fornite nell’ambito del  servizio di consulenza), ha sottolineato la necessità per gli intermediari di dotarsi di procedure opportunamente rafforzate per considerare i peculiari profili dei prodotti complessi in rapporto alle caratteristiche della clientela.

Tale documento sottolinea anche la necessità di “un’informativa completa ed affidabile, in particolare sui costi e sulle possibili difficoltà di smobilizzo”.

Con una successiva “opinion” avente ad oggetto “Structured Retail Products–Goodpractices for product governancearrangements” del 27 marzo 2014 ESMA ha poi illustrato le attività utili ad assicurare la cura dell’interesse degli investitori e ad evitare prassi pregiudizievoli nelle fasi di ideazione e di commercializzazione dei prodotti strutturati.

Sia nella fase di ideazione e confezionamento di un prodotto finanziario, sia nella fase di commercializzazione è stato richiesto agli intermediari di tenere in piena considerazione i bisogni dei propri clienti ed è inoltre richiesta una specifica informativa da fornire alla clientela. In particolare, sia nella fase di mercato primario sia per le operazioni negoziate in conto proprio, sulla base delle indicazioni dell’ESMA, la Consob ha precisato che le informazioni devono essere declinate “con l’evidenziazione separata di ogni costo, anche implicito (mark-up), del prodotto e del suo fair value, nonché con la puntuale rappresentazione del rischio di credito, del rischio di mercato e del rischio di liquidità e di ogni altra tipologia di rischio rilevante per lo specifico investimento”.

La Consob, nella fase della negoziazione, ha raccomandato in particolare che tale tipologia di prodotti “non sia consigliata né distribuita in via diretta (nell’ambito di servizi esecutivi assistiti o meno da quello di consulenza) alla clientela retail”, specificando che la vendita è possibile solo nel rispetto di stringenti adempimenti.

 

E’ inoltre specificato che “L’intermediario informerà in ogni caso il cliente, al momento della transazione, circa il fatto che l’Autorità non ritiene il prodotto adatto a clientela al dettaglio. L’informativa sarà assicurata anche nel caso di operatività on-line, con le modalità proprie del canale utilizzato. L’offerta ai clienti sarà infine accompagnata da specifici e sostanziali presidi di controllo nel continuo, ad ogni livello. La funzione di  compliance porrà attenzione sull’effettivo rispetto delle  regole di condotta da parte dell’intermediario in ogni fase del processo connesso all’investimento del cliente in tali tipologie di titoli”.

 

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