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1.  Procedura semplificata e prioritaria

I risparmiatori (tra cui gli eredi) hanno diritto a un indennizzo forfettario secondo una procedura semplificata e prioritaria se soddisfano una) delle seguenti condizioni (che rappresentano quindi requisiti tra loro alternativi):

(i)  patrimonio mobiliare di proprietà al 31 dicembre 2018 di valore inferiore a 100.000 euro (non soltanto nel deposito titoli c/o la Banca cessionaria), esclusi gli strumenti finanziari di cui all’art. 2, comma 1, lett. f) (ovvero le azioni/obbligazioni subordinate emesse dalle banche in liquidazione) nonché i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita.

(ii) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita.

Ai sensi del comma 502-bis dell'art. 1 della legge n. 145/2018, nell'erogazione degli indennizzi forfettari è data precedenza ai pagamenti di importo non superiore a 50 mila euro.

2.  Indennizzo tramite accesso alla Commissione Tecnica

Nel caso in cui il risparmiatore non abbia i requisiti per ottenere l’indennizzo nella modalità di cui sopra, è possibile tramite l’acquisizione e l’analisi della documentazione bancaria chiedere l’indennizzo previa valutazione della Commissione Tecnica.

Il DM del 10 maggio 2019 ha stabilito le modalità di operatività della Commissione Tecnica, secondo l’art. 1, comma 501, legge 30 dicembre 2018, n. 145, competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del FIR.

La Commissione è in particolare competente alla verifica delle “violazioni massive del TUF” (violazioni individuali o di portata generale, di natura contrattuale o extracontrattuale, poste in essere anche con carattere di ripetitività e sistematicità, degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, ai sensi del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58).

La Commissione è tenuta a stabilire criteri generali e linee guida per la “tipizzazione delle violazioni massive, individuali o di portata generale, di natura contrattuale o extracontrattuale, e la corrispondente modulazione degli elementi oggettivi e/o soggettivi nonché dei periodi temporali di riferimento in presenza dei quali, anche tenendo conto delle diverse tipologie di violazione in concreto prese in esame, sussistono il danno subito da ciascun istante e il nesso causale tra le suddette violazioni e tale danno”.

Tra le violazioni già identificate dal citato DM rientrano le seguenti fattispecie:

- l’erogazione di finanziamenti o altre forme di credito, anche a soggetti diversi dall’acquirente o il sottoscrittore ma collegati con esso, da parte della medesima banca ovvero società del gruppo (le cc.dd. operazioni baciate), includendo anche i casi in cui il controvalore versato per le azioni e gli altri strumenti finanziari sia significativamente inferiore all’entità dei finanziamenti o delle altre forme di credito;

- la carente informazione o profilatura della clientela, ad esempio tramite l’assegnazione ai clienti di un grado di rischio e di un orizzonte temporale di investimento incongruo rispetto all’età ovvero alla composizione del loro patrimonio immobiliare o mobiliare, in particolare qualora quest’ultimo risulti concentrato in misura pari o superiore al 50% in strumenti di capitale o altri strumenti finanziari della banca o del gruppo bancario, ovvero in misura pari o superiore al 30% nel caso di prestazione del servizio di gestione di portafogli da parte della banca emittente o di società del gruppo;

- la variazione in aumento del profilo di rischio del cliente assegnato dalla banca contestualmente o in prossimità all’operazione di vendita o collocamento;

- operazioni di disinvestimento di strumenti finanziari non emessi dalla banca, presenti sul conto titoli presso la banca emittente o società del gruppo, in tempi di poco anteriori all’acquisto di strumenti di capitale o debito subordinato emessi dalla banca;

- la produzione e pubblicazione o divulgazione da parte di una banca o di un gruppo bancario di dati fuorvianti per l’investitore in relazione alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della banca o del gruppo bancario, sia nel corso dell’ordinaria amministrazione sia in connessione con operazioni di aumento di capitale.

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