RC Auto. Per saperne di pi'

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L’ASSICURAZIONE R.C.AUTO

Con il termine assicurazione r.c.auto si fa riferimento all’assicurazione che tutela contro i danni causati a terzi dal veicolo assicurato, obbligatoria dal 1969 per tutti i "veicoli a motore senza guida di rotaie" e per i natanti (Legge 990 del 24 dicembre 1969, entrata in vigore nel 1971, dopo l’emanazione del regolamento di esecuzione con D.P.R. n. 973/1970 e confluita, insieme ai provvedimenti successivamente emanati in Italia e nell’Unione Europea, nel Codice delle Assicurazioni private - d.lgs n. 209 del 2005 - entrato in vigore il 1° gennaio 2006).

La finalità prioritaria della normativa in questa materia è la tutela dei terzi da un’attività potenzialmente pericolosa come la circolazione stradale. A questo fine la legge ha obbligato alcuni specifici soggetti a provvedere alla copertura r.c.auto del veicolo/natante. Oltre al conducente, che è il diretto e principale responsabile della circolazione del veicolo, sono obbligati ad assicurare il veicolo/natante in quanto responsabili insieme con il conducente (“in solido”) anche il proprietario, che è legato dal rapporto giuridico “più forte” con il veicolo stesso ed altri soggetti legati ad esso da altri rapporti giuridici qualificati, e precisamente il locatario in leasing, l’acquirente con patto di riscatto e l’usufruttuario (art. 2054 Codice Civile e art. 91 Codice della Strada).

Conducente, proprietario, locatario, acquirente con patto di riscatto e usufruttuario del veicolo natante sono quindi i soggetti assicurati dalla polizza r.c.auto.

 

LA POLIZZA RCA

La polizza di assicurazione della responsabilità civile autoè il documento che serve per provare l’esistenza del contratto di assicurazione (art. 1882 del Codice Civile) mediante il quale l'assicuratore si impegna a tenere indenne l'assicurato di quanto questi dovrebbe pagare, in caso di incidente, a titolo di risarcimento dei danni involontariamente cagionati a terzi e del quale risulta essere responsabile.

Il contraente è il soggetto che firma la polizza, si impegna a pagare il premio assicurativo ed esercita i diritti derivanti dal contratto (ad esempio recesso etc.). Contraente e proprietario assicurato di norma coincidono, ma possono anche essere persone diverse (assicurazione per conto altrui).

Il premio assicurativo non è altro che la somma di denaro pagata dall’assicurato alla compagnia assicuratrice che si obbliga a risarcire i terzi (entro i limiti convenuti, ed in particolare entro i c.d. massimali di polizza) per i danni causati dal veicolo indicato in polizza.

 

L’AZIONE DIRETTA

L’azione diretta è una peculiarità di questo tipo di contratti: il danneggiato può chiedere direttamente all’assicuratore il rimborso dei danni subiti.

In altre parole l’impresa di assicurazione si sostituisce al responsabile dell’incidente nel risarcimento dei danneggiati secondo quanto stabilito nel contratto, evitando a questi ultimi il rischio di un’azione nei confronti dei soggetti responsabili, che potrebbero non disporre delle somme necessarie.

Tale azione in linea generale non è consentita nelle altre coperture assicurative della responsabilità civile, né era prevista per la r.c.auto in molti Paesi dell’ Unione Europea, fino alla recente entrata in vigore della V Direttiva Auto.

 

Riepilogando:

 

Ø     Senza la copertura assicurativa r.c.auto: il danneggiato in un incidente stradale chiede il risarcimento al danneggiante che risponde con il proprio patrimonio;

Ø     Con la copertura assicurativa r.c. auto obbligatoria: il danneggiato può rivolgersi direttamenteall’assicuratore del responsabile. L’assicuratore copre i danni, secondo le previsioni stabilite nel contratto, limiti avvalendosi di una struttura imprenditoriale organizzata e sotto la Vigilanza delle Autorità preposte, vale a dire: l’Istituto per la Vigilanza sulle imprese private (ISVAP) e il Ministero dello Sviluppo Economico MiSE).
 

LE INFORMAZIONI SUL CONTRATTO

Dato il rilievo sociale della circolazione stradale e della correlata assicurazione obbligatoria r.c.auto, il legislatore ha dato preminente importanza all’informativa dei consumatori, stabilendo - fra l’altro - che le imprese r.c.auto debbano mettere a disposizione del pubblico anche sui propri siti internet la Nota informativa per il contraente, le condizioni di assicurazione e le condizioni di premio tramite procedure di calcolo dei preventivi.

In particolare, la Nota informativa per il contraente - il cui contenuto e schema è regolamentato dall’ISVAP - sintetizza le indicazioni relative all'impresa e le informazioni essenziali relative al contratto r.c.auto, con particolare riferimento - fra gli altri aspetti - alle esclusioni dalla garanzia e alle rivalse dell’assicuratore, ai diritti e agli obblighi in caso di sinistro, nonché alla procedura da seguire in caso di eventuale reclamo.

 

I MASSIMALI DI POLIZZA

La copertura offerta dall’assicuratore vale solo nei limiti stabiliti dai massimali, oltre ai quali il responsabile risponde con il proprio patrimonio. Il livello minimo di questa soglia è stabilito dalla legge, ma al momento della stipula della polizza si può concordare, con una modesta maggiorazione del premio, un massimale più elevato.

Il decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 198 di attuazione della V Direttiva Auto (2005/14/CE) ha fissato la nuova soglia minima dei massimali, modificando così l’art. 128 del Codice delle Assicurazioni private.

Più precisamente in:

5 milioni di euro, per i danni alla persona

1 milione di euro, per i danni alle cose

Entrambi questi limiti si applicano indipendentemente dal numero delle vittime dell’incidente e diverranno obbligatori solo a partire dall’11 giugno 2012, mentre dall’11 dicembre 2009 sono previsti massimali pari ad almeno la metà delle soglie sopraindicate.

1.      fino al 10 dicembre 2009 restano validi i vecchi massimali minimi (774.685,55 euro per autovetture, ciclomotori e motocicli);

2.      dall’11 dicembre 2009 i contratti, anche se già stipulati a quella data, dovranno prevedere due massimali minimi distinti: un massimale destinato esclusivamente al risarcimento dei danni alle persone pari a 2,5 milioni di euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime più un massimale destinato esclusivamente per danni alle cose pari a 500.000 euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime.

3.      dal 12 giugno 2012 i contratti r.c.auto dovranno contemplare almeno un massimale per danni alle persone pari a 5 milioni di euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime e un massimale per danni alle cose pari a 1 milione di euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime.

Sempre a partire dal giugno 2012, i massimali saranno automaticamente indicizzati secondo la variazione dell’indice europeo dei prezzi al consumo.

 
I CASI IN CUI NON OPERA LA GARANZIA RCA: ESCLUSIONI DI GARANZIA E RIVALSA DELL’ASSICURATORE
In alcune situazioni, che devono essere tassativamente indicate in contratto, la copertura r.c.auto è esclusa. Quando si verifica una di tali condizioni di non operatività della garanzia r.c.auto (esclusioni contrattuali), l’assicuratore ha il diritto, dopo aver risarcito i danneggiati, di agire in rivalsa verso l’assicurato (conducente, proprietario etc…).

Si ha la rivalsa totale quando l’impresa esige il pagamento del 100% del danno liquidato mentre la rivalsa parziale si ha quando l’impresa agisce in rivalsa entro una soglia predeterminata nel contratto, espressa o in percentuale del danno ovvero in valore assoluto.

Il contratto peraltro può prevedere apposite clausole di rinuncia alla rivalsa da parte dell’assicuratore, di norma verso pagamento di sovrapremi (cd. ultra).

A causa della loro importanza, le clausole di esclusione e rivalsa devono essere segnalate sia nella “Nota informativa per il Contraente” sia nella polizza con caratteri di particolare rilievo (ad esempio in neretto).
I casi più ricorrenti di rivalsa

Un difetto nell’abilitazione alla guida secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti: ad esempio per guida senza patente o con patente scaduta, revocata o sospesa. Per quanto riguarda i ciclomotori, (per cui dal 1 luglio 2004 - per i minorenni - e dal 1 ottobre 2006 - per i maggiorenni sprovvisti di patente - è stato introdotto il certificato di idoneità - c.d. patentino), la guida senza patentino rappresenta un motivo di rivalsa ed espone il genitore esercente la patria potestà e il titolare del contratto assicurativo al rischio di dover rimborsare le somme eventualmente pagate dall’assicuratore.

Con l’introduzione della “patente a punti”, anche chi è alla guida di un veicolo con patente sospesa a causa dell’esaurimento del punteggio disponibile, in caso di incidente, si espone al rischio di rivalsa.

Nei casi di assicurazione con limitazioni della tipologia delle persone che possono guidare il veicolo: la guida da parte di persona non appartenente alla tipologia autorizzata (es: nel caso di guida solo da parte di conducenti esperti, si ha rivalsa se il conducente al momento del sinistro è un neopatentato….).

la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.
Il trasporto irregolare sia di persone che di cose, cioè il trasporto non conforme a quanto indicato dalla carta di circolazione (Ad es. trasporto di 7 persone su di un’autovettura idonea a trasportarne 5; trasporto di persone non addette ai lavori su di un autocarro).

 
LA RINUNCIA ALLA RIVALSA DA PARTE DELL’ASSICURATORE

La rinuncia alla rivalsa da parte della propria compagnia di assicurazione è una clausola che comporta spesso una maggiorazione del costo del premio assicurativo.

 I casi più diffusi di rinuncia (totale o parziale) alla rivalsa sono i seguenti:

 

1.      guida da parte di conducente non abilitato a norma delle disposizioni di legge in vigore. Ad esempio: rinuncia alla rivalsa in caso di guida con patente scaduta, ma rinnovabile;

2.      guida del veicolo da parte persona che abbia superato l’esame di idoneità alla guida ma sia in attesa del rilascio della patente

3.      guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. In questi casi l’impresa non rinuncia alla rivalsa nel caso in cui il conducente sia affetto da etilismo cronico ovvero da certificata tossicodipendenza; raramente la rinuncia è totale: di solito, per non favorire comportamenti estremamente pericolosi e scorretti, viene lasciata comunque a carico del responsabile una quota del danno causato;

4.      trasporto irregolare sia di persone che di cose. ad esempio nel caso di trasporto di persone non addette ai lavori su autoveicoli destinati a trasporto di cose.

DISDETTA E TACITO RINNOVO
A) Contratti che prevedono il tacito rinnovo della polizza
Se il contratto d’assicurazione r.c.auto prevede il tacito rinnovo, l’assicurato che vuole disdire la polizza deve inviare alla compagnia una raccomandata con ricevuta di ritorno o un fax almeno 15 giorni prima della scadenza.
In caso di mancata disdetta il contratto si rinnova automaticamente: ciò significa che il contratto prosegue per un altro anno.
Nel caso in cui la compagnia comunichi un aumento percentuale del premio superiore al tasso di inflazione programmato, la disdetta può essere inviata, in qualunque momento, fino al giorno di scadenza della polizza, sempre con raccomandata o fax. Il tasso di inflazione programmato viene stabilito di anno in anno dal Governo nel Documento di Programmazione Economica Finanziaria.
B) Contratti che non prevedono il tacito rinnovo della polizza.Se non è previsto il tacito rinnovo non serve inviare nessuna comunicazione: il contratto cesserà automaticamente alla sua scadenza. Non si applica in questo caso il termine di comporto di 15 giorni previsto dall’art. 1901, comma 2, del codice civile.

 

LE FORMULE TARIFFARIE

La determinazione del premio di polizza RCA si basa su varie tipologie di formule tariffarie. L’art. 133 del Codice delle Assicurazioni prevede, infatti, che per i ciclomotori, i motocicli, le autovetture e per altre categorie di veicoli a motore che possono essere individuate dall’ISVAP, i contratti di assicurazione devono essere stipulati in base a condizioni di polizza che prevedano, ad ogni scadenza annuale, la variazione in aumento o in diminuzione del premio applicato all’atto della stipulazione o del rinnovo, in relazione alverificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, oppure in base a clausole di franchigia che prevedano un contributo dell’assicurato al risarcimento del danno oppure in base a formule miste fra le due tipologie.

 

Formula bonus-malus 

La formula bonus-malus è la formula tariffaria più diffusa per le autovetture e i motocicli e si basa su di un meccanismo che premia gli automobilisti più disciplinati: a ogni scadenza annuale il premio viene calcolato secondo una classe di merito determinata in base al fatto che entro un determinato termine (cosiddetto periodo di osservazione) l’assicurato abbia provocato o meno incidenti.

La classe di merito, sia quella di provenienza sia quella di assegnazione per l’annualità successiva, deve essere indicata nell’attestato di rischio che è il documento che sintetizza la sinistrosità pregressa di un determinato veicolo e va consegnato al successivo assicuratore in caso di stipula di un nuovo contratto.
11) Particolarita’ del sistema bonus/malus:

La conservazione della classe di merito in caso di furto del veicolo (art. 122 codice delle assicurazioni)

 

In caso di furto del veicolo, il proprietario ha diritto di assicurare un altro veicolo in sostituzione di quello rubato, mantenendo la classe di merito già maturata al momento del furto. Questa possibilità rimane valida anche se il proprietario decide di rivolgersi a un’altra impresa. In tal caso l’assicuratore che garantiva il mezzo rubato deve rilasciare entro quindici giorni dalla richiesta del contraente l’attestato di rischio relativo all’ultima annualità con periodo di osservazione concluso.

Questo documento dovrà essere consegnato al nuovo assicuratore insieme alla denuncia di furto; al momento della stipula della nuova polizza dovrà anche essere esibito il contratto di assicurazione relativo al veicolo rubato.


PARTICOLARITA’ DEL SISTEMA BONUS/MALUS:

Classe c.u. – conversione universale

Nelle formule tariffarie di tipo bonus/malus in senso lato (che comprendono quindi il bonus-malus vero e proprio, il no claim discount, il pejus etc..) le classi di merito utilizzate non sono tutte uguali.

Ogni impresa assicuratrice, infatti, ha un proprio meccanismo di calcolo del bonus/malus e di assegnazione delle classi di merito, dette anche “classi di merito contrattuali”, proprio perché inerenti allo specifico contratto in essere.

Per rendere confrontabili le proposte assicurative r.c.auto, l’ISVAP (Regolamento n. 4 del 9/8/06), ha elaborato una tabella di Conversione Universale (CU), uniforme per tutto il settore assicurativo, nonché apposite regole evolutive di tali classi CU, che ricalcano il sistema di classi di merito e le regole evolutive vigenti prima della liberalizzazione del 1994.

Ogni impresa deve indicare, oltre alle proprie classi di merito contrattuali (di provenienza e di assegnazione del contratto per l’anno successivo), anche la classe CU di assegnazione, sia nel contratto r.c.auto sia nell’attestato di rischio relativo a veicoli assicurati con formule tariffarie a bonus/malus.

Tale disposizione può riguardare le autovetture, i ciclomotori e i motocicli per i quali queste formule tariffarie sono le più diffuse, ma anche gli autocarri assicurati in bonus-malus e in pejus.   

Le imprese devono anche pubblicare sui propri siti internet una tabella che indichi la corrispondenza delle proprie classi di merito bonus/malus contrattuali con la tabella delle classi di merito CU.

PARTICOLARITA’ DEL SISTEMA BONUS/MALUS:

Le disposizioni della legge n. 40/2007 (C.D. DECRETO BERSANI II)

 

Il d.l. n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007, ha introdotto (art. 5) una serie di disposizioni in materia di clausole bonus/malus, alcune delle quali (es: bonus “familiare”, inapplicabilità del “malus” ai sinistri con responsabilità paritaria) ne hanno modificato profondamente la struttura e ne hanno sensibilmente ridotto l’efficacia come strumento di personalizzazione del contratto e di incentivazione della condotta virtuosa di guida:

 

1.      estensione della validità temporale dell’attestato;

2.      c.d. bonus “familiare”;

3.      divieto di applicazione del malus in caso di concorso di colpa paritario;

4.      avviso.

 

Estensione della validità temporale dell’attestato: il periodo temporale di validità dell’attestato di rischio è esteso da un anno a cinque anni , in caso di cessazione del rischio assicurato (es. vendita/rottamazione del veicolo senza sua immediata sostituzione) o di sospensione del contratto o di mancato rinnovo del contratto stesso (ad es: fermo del veicolo custodito in garage);

 

C.d. bonus “familiare”: l’obbligo per le imprese di applicare al contratto r.c.auto relativo a un ulteriore veicolo acquistato dal proprietario del veicolo già assicurato o da un componente stabile del suo nucleo familiare (neopatentati inclusi), la medesima classe di merito bonus/malus assegnata al veicolo già assicurato.
Divieto di applicazione del malus in caso di concorso di colpa paritario: in caso di concorso di colpa, l’aggravamento della classe di merito potrà riguardare solo il responsabile “principale”. Negli incidenti che hanno coinvolto due veicoli, si intende per responsabile principale quello al quale è stata attribuita una quota di responsabilità superiore al 50%,mentre negli incidenti con più di due veicoli si ha una responsabilità principale se a un conducente viene attribuita una quota di responsabilità superiore a quella degli altri automobilisti coinvolti. In caso di concorso paritario, per nessuno dei conducenti coinvolti potrà esservi un peggioramento della classe di merito; tuttavia tale circostanza sarà annotata nell’attestato di rischio e potrà essere cumulata con eventuali altre quote di responsabilità per sinistri accaduti nell’arco di un quinquennio, determinando lo scatto del malus al raggiungimento o superamento di una quota complessiva del 51%.

Nessuna penalizzazione invece deve essere applicata al conducente corresponsabile con una percentuale di responsabilità minoritaria (es : 40% in caso di incidente fra due veicoli).

 

Avviso: l’obbligo di avviso tempestivo dell’assicurato in merito alla variazione di classe a seguito di sinistro.

E’ utile evidenziare che, di solito, i contratti stipulati con la clausola Bonus/Malus prevedono la facoltà di rimborsare all’assicuratore l’importo dei sinistri causati per evitare la maggiorazione del premio (malus).

Tale diritto va esercitato rivolgendosi direttamente al proprio assicuratore nel caso di sinistri r.c.auto gestiti secondo l’ordinaria procedura di responsabilità civile. Per il caso invece di sinistri rientranti nell’ambito della procedura di risarcimento diretto il responsabile deve rivolgersi alla CONSAP per conoscere l’importo del danno ed eventualmente rimborsarlo alla CONSAP stessa.

ALTRE FORMULE TARIFFARIE

Formula con franchigia
Questa formula prevede che, in caso di sinistro, l’assicurato partecipi al risarcimento del danno che ha causato, restituendo alla compagnia una certa percentuale di quanto questa abbia dovuto versare.

Un’altra modalità di applicazione di tale formula - ancora diffusa per le polizze r.c.auto di autocarri - detta franchigia fissa ed assoluta prevede una riduzione del premio assicurativo a fronte del rimborso da parte del contraente di un importo predeterminato per sinistro convenuto nel contratto.

Se il danno da risarcire è inferiore all’importo della franchigia, l’importo a carico del contraente sarà limitato a quello dell’indennizzo stesso.

 

Formula bonus-malus con franchigia

La formula bonus-malus con franchigia prevede, oltre alla scala di classi bonus-malus, una franchigia, cioè nel caso di sinistro l’assicurato partecipa al risarcimento del danno che ha causato, restituendo alla compagnia una cifra fissa oppure una certa percentuale di quanto questa abbia dovuto riconoscere al danneggiato.

Nel caso in cui l’importo del danno rimborsato sia inferiore o uguale alla franchigia, non verrà applicato la penalizzazione (malus); il sinistro non verrà riportato sull’attestato e si otterrà la diminuzione di classe (bonus).

Formula tariffa fissa
E’ una formula tariffaria utilizzata per lo più per le polizze r.c.auto degli autocarri, autobus, macchine agricole e macchine operatrici e che prevede un premio fisso e invariabile a carico dell’assicurato indipendentemente dagli incidenti causati. Per quanto stabilito dall’art. 133 del Codice delle Assicurazioni non può essere applicata alle autovetture, ai ciclomotori e ai motocicli.

Formula tariffa fissa con pejus

Si applica una percentuale di maggiorazione del premio a tariffa fissa per l’annualità assicurativa successiva in base al numero dei sinistri causati nell’annualità precedente. E’ ancora piuttosto diffusa per i veicoli trasporto cose (autocarri).

 

No claim discount

La formula prevede uno sconto sul premio in assenza di sinistri (No Claim Discount); sono stabilite riduzioni o maggiorazioni del premio, rispettivamente in assenza o in presenza di sinistri, nel periodo di osservazione definito in polizza. E’ molto diffusa per i motocicli ed i ciclomotori.

 

Formula PAYD (Pay As You Drive)

E’ una clausola in base alla quale il premio – calcolato sulla base di una delle formule tariffarie innanzi illustrate - varia in funzione del numero di chilometri percorsi, del tipo di percorsi utilizzati (zone urbana o autostrade), degli orari di circolazione etc.. Di norma richiede l’utilizzo di apparecchiature del tipo clear-box.


L’ATTESTATO DI RISCHIO
L’attestato di rischio è il documento che registra la storia assicurativa di un determinato veicolo ed è pertanto fondamentale quando l’assicurato decide di cambiare impresa di assicurazione.

Esso riporta i dati di maggiore importanza relativi ai sinistri e al contratto r.c.auto, fra cui:

 

-         il numero dei sinistri pagati causati negli ultimi cinque anni;

-         la data di scadenza del contratto;

-         per i contratti con formula “bonus-malus” : la classe di merito contrattuale (o interna) di provenienza e la nuova classe contrattuale (o interna) di assegnazione del contratto stesso per l’annualità successiva;

-         la corrispondente classe di conversione universale (CU) di assegnazione del contratto per l’annualità successiva.

 

Il documento deve essere recapitato al domicilio del contraente almeno trenta giorni prima della scadenza della polizza, unitamente alla comunicazione informativa contenente i dati relativi, fra l’altro, al premio r.c.auto per l’annualità successiva, all’indicazione della presenza o meno della clausola di tacito rinnovo, alle modalità di disdetta del contratto con tacito rinnovo etc.

Tale comunicazione, peraltro, può rinviare per le informazioni in questione all’intermediario/call center o direzione dell’impresa.

I sinistri pagati, di cui si fa menzione nell’attestato di rischio, sono ora suddivisi in:

1.      sinistri con responsabilità “principale” (es.: in caso di incidente fra due veicoli, pari o superiore al 51%)

2.       sinistri con responsabilità “paritaria” (es: pari o inferiore al 50%). Per questi ultimi deve essere indicata anche la percentuale di responsabilità.

 Il recepimento della V Direttiva Europea Auto (d.lgs. n. 198/2007) ha portato ad una modifica dell’art. 134 del Codice delle Assicurazioni, che prevede ora il diritto per gli assicurati di richiedere in qualunque momento, e non più solo alla scadenza del contratto, l’emissione dell’attestato di rischio relativo agli ultimi 5 anni di durata contrattuale. In questo caso l’attestato, che deve essere rilasciato entro 15 giorni dalla richiesta, farà riferimento all’ultimo periodo di osservazione concluso.

Qualora in corso di contratto si sia verificato una delle seguenti circostanze : furto del veicolo, esportazione definitiva all’estero, consegna in conto vendita, demolizione, cessazione definitiva della circolazione, e il periodo di osservazione risulti concluso, le imprese inviano al contraente la relativa attestazione.