Comitato Tv e minori

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Codice e norme

Vista la Convenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino;
visti gli articoli 2, 3, 21, 31 e 41 della Costituzione;
vista la Direttiva Europea 3/10/89 N. 552 (art. 22);
vista la Legge 223/90;
viste le norme del Codice Penale poste a tutela dei minori;
vista la Carta di Treviso sulla deontologia professionale degli operatori della comunicazione da rispettare nei confronti dei soggetti in età evolutiva in rapporto alle forme e ai contenuti dei moderni mezzi di comunicazione di massa;
vista la Risoluzione del 28 ottobre 1991 su “Tv e minori" del Consiglio Consultivo degli Utenti (oggi Consiglio Nazionale degli Utenti) istituito presso l'Ufficio del Garante per la Radiodiffusione e per l'Editoria;

considerato che la Comunità nazionale ed internazionale ed i loro ordinamenti giuridici hanno ormai pienamente riconosciuto il diritto del minore ad un regolare ed armonioso sviluppo della sua personalità;
considerato che il rispetto di tale diritto debba essere assicurato attraverso il responsabile concorso, con la famiglia e con la scuola, di ogni altra agenzia di socializzazione, pubblica e privata;
considerato che la televisione ha già e sempre più potrà avere una rilevante incidenza sulla formazione e sull'educazione dei minori ai principi fondamentali per lo sviluppo della società civile, il processo di regolamentazione riguarda, quindi, sia le trasmissioni specificatamente dedicate ai ragazzi sia la più generale politica dei programmi televisivi e della pubblicità;
considerato che i minori sono cittadini aventi gli stessi diritti degli altri cittadini, ma, nel contempo, reclamano maggiori e particolari esigenze di rispetto e di tutela;

ritenuto quanto sopra

le parti sottoscrittrici approvano i principi, le norme e le regole di seguito indicate e concordano sull’opportunità di affidare il controllo della loro concreta applicazione a un organismo paritetico ("Comitato tv e minori"), il quale sarà altresì deputato alla loro interpretazione ed evoluzione e assumono a fondamento del Codice di regolamentazione convenzionale, con riferimento alla generale programmazione televisiva e alle trasmissioni dedicate ai minori, i principi generali e le norme sia giuridiche sia deontologiche, già ricordati in premessa. I documenti internazionali e nazionali citati vengono allegati al Codice e ne costituiscono parte integrante ed essenziale, oltre alle valutazioni e alle raccomandazioni di cui ai punti 4, 5, 6, 7 e 8 della Risoluzione del Consiglio Consultivo degli Utenti. Le parti sottoscrittrici, inoltre, stabiliscono le seguenti norme di autoregolamentazione.

Art. 1 - Principi generali

1. Televisioni e associazioni riconoscono l'importanza della televisione sullo sviluppo psico-fisico e socio-culturale dei minori e concordano sulla necessità di una proficua collaborazione tra aziende e società civile per la realizzazione di un'effettiva attenzione nei confronti del minore.

Art. 2 - Programmazione televisiva

1. I programmi dedicati ai minori, in qualsiasi orario trasmessi, devono essere ispirati a valori positivi, civili e al rispetto della dignità umana.
2. Nella fascia oraria dalle 16.00 alle 19.00, le aziende televisive devono prestare particolare attenzione affinché i programmi e la pubblicità trasmessi non contengano elementi oggettivi di pregiudizio per lo sviluppo psico-fisico e socio-culturale dei minori e non risultino in contrasto con i principi indicati all’art. 1. La medesima attenzione particolare deve essere rivolta a tutta la programmazione destinata ai minori e alla pubblicità in essa contenuta, in qualsiasi fascia oraria essa sia trasmessa.
3. Nella fascia oraria dalle 20.00 alle 22.30, considerata l'elevata presenza di minori, le aziende televisive devono tendere verso una programmazione di buona qualità e i cui contenuti siano il più possibile consapevoli e rispettosi di tale presenza.
4. Le aziende televisive con più di una rete s’impegnano a favorire, soprattutto nelle ore di maggiore ascolto (prime time), la trasmissione su almeno una rete di un programma adatto a una fruizione familiare.

Art. 3- Trasmissione e produzione di programmi

1. Le aziende televisive s’impegnano a favorire, all'interno dei palinsesti, programmi dedicati e adatti ai minori; all’uopo s’impegnano a valutare − anche preventivamente in sede d’acquisto − le esigenze segnalate da associazioni e/o da singoli teleutenti in sede di Comitato.
2. Le aziende televisive s’impegnano a favorire la produzione di programmi specifici per i minori, ispirati ai principi di cui all’art.1.

 

Art. 4 - Promozione e pubblicità

1. Nei 15 minuti precedenti e successivi ai programmi per minori non devono essere trasmesse sequenze, compresi promo e trailer, che turbino tale utenza.
2. La pubblicità in qualunque forma e modo effettuata all'interno dei programmi specificamente destinati ai minori non dovrà riguardare alcolici, medicinali e servizi telefonici a valore aggiunto, a carattere di intrattenimento o conversazione (così come definiti dalle norme vigenti in riferimento ai servizi audiotex). Le aziende televisive s’impegnano a non accettare messaggi rivolti ai minori che pubblicizzino prodotti per loro pericolosi e a favorire messaggi pubblicitari rispettosi della personalità del minore sia durante la fascia oraria protetta sia durante ogni altra programmazione dedicata ai minori.

Art. 5 - Attività di formazione e sensibilizzazione

1. Le parti s’impegnano a promuovere, attraverso varie iniziative (corsi, convegni, ricerche, pubblicazioni, trasmissioni tv,…) attività di formazione che stimolino e accrescano nei minori e negli adulti capacità critiche e selettive nella fruizione televisiva.
2. Le parti s’impegnano a sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione di massa al tema del rapporto tv e minori, affinché l'utenza adulta e, in particolare, le famiglie possano contribuire alla maturazione etica e socio-culturale dei minori in rapporto al mezzo televisivo.

 

Art. 6 - Informazione su programmi e palinsesti

1. Le aziende televisive s’impegnano a comunicare abitualmente alla stampa quotidiana, periodica e/o specializzata i programmi dedicati ai minori.
2. Le aziende televisive s’impegnano a dare esauriente, preventiva informazione dell’intera programmazione a mezzo stampa e/o internet e a rispettare gli orari della programmazione così come indicati.
3. Su richiesta delle associazioni, da effettuarsi per il tramite della Presidenza del Comitato, le aziende sottoscrittrici forniscono dati e notizie sui loro palinsesti e sui programmi e le produzioni destinate ai minori. Le associazioni garantiscono la riservatezza dei dati e delle notizie fornite. Su richiesta delle aziende sottoscrittrici o di almeno un terzo dei membri nominati nel Comitato tv e minori in rappresentanza delle associazioni, la Presidenza del Comitato stesso indice incontri fra le associazioni e singole emittenti o gruppi di esse per scambi di idee e di informazioni sui programmi dedicati ai minori.
4. Su richiesta delle aziende sottoscrittrici o di almeno un terzo dei membri nominati nel Comitato tv e minori in rappresentanza delle associazioni, la Presidenza del Comitato stesso indice incontri fra associazioni e singole emittenti o gruppi di esse per scambi di idee e di informazioni sui programmi dedicati ai minori.

 

Art. 7 - Osservanza e aggiornamento

1. Il rispetto e l'applicazione del Codice, nonché i suoi aggiornamenti, sono affidati a un Comitato di attuazione, denominato “Comitato tv e minori”, il cui regolamento é approvato, unitamente al Codice, dall'Assemblea dei sottoscrittori.
2. Il regolamento dovrà comprendere le norme di funzionamento del Comitato, le modalità d’integrazione e modificazione del Codice, l'indicazione di sanzioni dissuasive delle violazioni al Codice.

 

Art. 8 - Monitoraggio e ricerca

1. Il Comitato, inoltre, promuove annualmente attività di monitoraggio e ricerca anche attraverso il contributo di terzi (università, istituti di ricerca,...) allo scopo di verificare il rispetto del Codice, ottenere dati utili all'aggiornamento dei contenuti del Codice, favorire una riflessione rigorosa sul tema tv e minori.

Letto, approvato e sottoscritto a Roma il 19 maggio 1993, modificato e integrato in data 6 marzo 1996 e, successivamente, in data 24 ottobre 2002.

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