Il Caso Cirio

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Sono circa 35 mila i risparmiatori coinvolti nel crac della Cirio. Per lo più sono risparmiatori "deboli", persone che hanno acquistato dalle banche obbligazioni che in realtà erano destinate agli investitori istituzionali. Si trattava di titoli privi di rating ed emessi senza un prospetto informativo, come richiesto dalla Consob per la sollecitazione dell’investimento ed il collocamento degli strumenti finanziari presso il pubblico. Gli interessi promessi dalla Cirio non facevano in alcun modo percepire l’effettiva rischiosità dei titoli. Basti considerare che il titolo Cirio Holding Luxembourg, negoziato prevalentemente nel mese di febbraio 2001, prevedeva una cedola del 6,25%, quando il tasso di inflazione dell’epoca era pari al 2,97%, il rendimento medio dei BOT era del 4,47% mentre quello delle obbligazioni bancarie si assestava sul 5,37% (cfr. Prospetto di comparazione redatto da Mediobanca dei rendimenti medi dei BOT e delle obbligazioni bancarie). E’ evidente come uno scarto di nemmeno un punto percentuale tra gli interessi medi dei titoli bancari e quelli dei titoli Cirio non poteva in alcun modo essere percepito dai risparmiatori come segnale di rischiosità delle obbligazioni
Quasi tutti gli istituti di credito hanno negoziato i titoli Cirio nei confronti della propria clientela. Una posizione particolare è stata tuttavia ricoperta dalle banche  che hanno partecipato ai consorzio di collocamento: (Capitalia, Credem, Unicredito Comit, Caboto) nonché quelle che vantavano ingenti crediti nei confronti del gruppo Cirio (Capitalia, Banca Intesa, B.N.L., Monte dei Paschi di Siena, San Paolo IMI).

Le emissioni
Al termine dell’anno 1999, l’indebitamento finanziario lordo del Gruppo Cirio superava il miliardo di euro, di cui oltre l’85% nei confronti del sistema bancario, mentre il debito consolidato lordo del Gruppo era di oltre 1,2 miliardi di euro, praticamente quanto il fatturato e circa due volte il patrimonio netto del Gruppo.
A partire dal maggio 2000 Cirio Finanziaria, Cirio Finance Luxembourg   S.A., Del Monte Finance Luxembourg S.A., Cirio Del Monte N.V., Cirio Holding Luxembourg S.A. (società del Gruppo Cirio) iniziavano ad emettere prestiti obbligazionari per complessivi euro 1.125.000.000.


ISIN
EMITTENTE
DATA EMISSIONE
CONSORZIO
VALORE NOMINALE (Mln. Euro)
XS0111994702
Cirio Finance Luxembourg S.A.
25.05.2000
Banca di Roma; JP Morgan; UBM
150
XS0119755428
Cirio Finance Luxembourg S.A.
01.11.2000
Banca di Roma; JP Morgan; UBM
150
XS0121553019
Cirio Finanziaria S.p.A.
18.01.2001
Euromobiliare; Banca Akros; Banca Intermobiliare; BCI; Caboto
175
XS0124290296
Cirio Holding Luxembourg S.A.
15.02.2001
BCI; Abaxbank; Banca Akros; Cofiri; Icrrea; Meliorbanca; Caboto; Arcadia securities; Banca Profilo; Dexia; LMF; Rasfin
200
XS0131266826
Cirio Holding Luxembourg S.A.
21.06.2001
Abaxbank; Akros; Meliorbanca; UBM
75
XS0128689105
Del Monte Finance Luxembourg S.A.
23.05.2001
Caboto; Abaxbank; Akros; Icrrea; Meliorbanca; Arcadia; Banca di Roma; UBM; LMF
200
XS0143928157
Cirio Del Monte NV
13.03.2002
Abaxbank; Akros; MPS Finance; UBM; Caboto; Promos
100
XS0144352803
Cirio del Monte NV
13.03.2002
Abaxbank; UBM
50

Tutte le obbligazioni Cirio sono state emesse senza la pubblicazione di alcun prospetto informativo e con la sola pubblicazione di offering circulars in lingua inglese.
 
CONTENUTO OFFERING CIRCULAR
In tutte le offering circulars, nella sezione Subscription and Sale erano riportate le seguenti limitazioni alla sottoscrizione ed alla vendiuta dei titoli:
"L’offerta delle obbligazioni non è stata registrata presso la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (“CONSOB”) come previsto dalla legislazione finanziaria italiana e, conseguentemente, la Banca Collocante ha concordato e ha fatto presente che non ha offerto o venduto, e non saranno offerte o vendute obbligazioni in Italia a seguito di sollecitazione di pubblico risparmio, e la vendita di obbligazioni in Italia dovrà essere negoziata unitamente su base individuale con “Investitori Professionali” […] La Banca Collocante ha fatto presente e ha concordato che nessuna obbligazione è stata offerta, venduta o trasferita, né verrà offerta, venduta o trasferita, direttamente o indirettamente, a individui o ad altri soggetti di diritto, né in Olanda né altrove, eccetto che a coloro che acquistano o investono in strumenti finanziari in ragione della loro professione (banche, società finanziarie, società di investimento, compagnie d’assicurazione, fondi pensione, altri investitori istituzionali e imprese commerciali che regolarmente, come attività collegata, investono in titoli finanziari) e ha evidenziato a tale scopo una limitazione nelle vendite, nell’offerta negli annunci pubblicitari ed in qualsiasi altro documento inerente le obbligazioni. Nessuna azione è stata o sarà intrapresa dall’Emittente, dal Garante o dalla Banca Collocante per permettere un’offerta pubblica delle obbligazioni, laddove tale azione sia richiesta dall’ordinamento giuridico. Le persone nelle cui mani giunga questo prospetto informativo, sono invitate dall’Emittente, dal Garante e dalla Banca Collocante ad agire in conformità di tutte le leggi e le altre norme applicabili in ciascun Paese o ordinamento giuridico in cui essi acquistano, offrono, vendono o consegnano obbligazioni o possiedono o distribuiscono materiale informativo relativo ad esse, in tutti i casi a loro spese”.
A seguito del collocamento delle suddette obbligazioni, avvenuto nel triennio 2000-2002 tramite le maggiori banche italiane e in particolare quelle maggiormente esposte nei confronti del Gruppo Cirio, quest’ultimo realizzava un progressivo spostamento del proprio indebitamento dalle banche agli obbligazionisti.
La Consob, al fine di verificare la correttezza del comportamento degli intermediari nella negoziazione delle obbligazioni emesse dal Gruppo Cirio, ha condotto indagini sulla prestazione dei servizi di investimento da parte delle Banche che hanno maggiormente negoziato i bonds Cirio.
Sanzioni Consob (vedi file pdf: sanzioni Consob pagine 45 - 62 e decreto C.A. Torino pag. 44 - 55).
 
LA RISCHIOSITA' DEI TITOLI CIRIO
L’elevata rischiosità dei titoli Cirio doveva essere nota alle banche sulla base dei seguenti elementi:
1.             in tutti gli offering circulars pubblicati in occasione dell’emissione delle obbligazioni Cirio erano espressamente riportati chiari ed univoci divieti a vendere i titoli Cirio ai risparmiatori individuali;
2.             tutti i titoli erano sprovvistidi rating;
3.             i titoli Cirio Holding Luxembourg sono stati emessi da una società straniera appositamente costituita per eludere il limite alle emissioni obbligazionarie al tempo previsto dall’art. 2410 c.c. che vietava l'emissione di obbligazioni per importi superiori al capitale sociale versato ed esistente; tale società era infatti sostanzialmente una "scatola vuota" con capitale irrisorio appositamente costituita per le emissioni obbligazionarie;
4.             nella sezione Certain investment considerationcontenuta in tutti gli offering circulars, ed in particolare nel paragrafo Consolidated debt of Cirio and its subsidiaries è riportato che al 31 dicembre 1999 l'indebitamento netto della Cirio Finanziaria S.p.A. e delle sue controllate era pari a 760 miliardi di lire (al 31 dicembre 2000, 511 miliardi di lire), di cui approssimativamente un terzo è rappresentato da linee di credito con banche ed altre istituzioni finanziarie italiane. Qualche riga oltre viene specificato che “tali linee di credito possono essere revocate in ogni momento e che un'eventuale revoca può avere effetti negativi sulle condizioni finanziarie, sui risultati economici di Cirio Finanziaria e delle sue controllate. L'elevato indebitamento del Gruppo Cirio e delle sue controllate potrà avere alcuni rilevanti effetti sulle loro future operazioni, comprese le seguenti: 1) Cirio Finanziaria e le sue controllate potranno avere necessità di un'ingente liquidità per onorare i propri debiti (…); 2) Cirio Finanziaria e le sue controllate potranno avere limitazioni per ottenere ulteriori finanziamenti (…). Nell'ultimo paragrafo Absence of Market for the Notes si legge che “le notes sono nuovi strumenti finanziari, per i quali non esiste un attuale mercato e non possono esservi certezze circa la futura liquidità di un mercato delle notes, circa la possibilità di venderle e circa il possibile prezzo di vendita.
5.             la stampa specializzata in più occasioni aveva sottolineato il forte indebitamento del gruppo di Sergio Cragnotti ed aveva precisato che i bonds erano ad alto rischio;
6.             la Consob, in più occasioni, aveva richiesto chiarimenti agli amministratori circa la situazione contabile del gruppo Cirio, ed in particolare sull’iscrizione a bilancio di crediti infragruppo, sprovvisti di alcuna garanzia, per oltre 800 milioni di euro;
7.             in data 26 giugno 2000 il Dott. Alvise Conciato, Presidente del Collegio Sindacale del Gruppo Cirio sin dal 1974, si vedeva costretto a non accettare la riconferma dell’incarico dichiarando: “Avevo perfettamente capito che la situazione si era ulteriormente aggravata e che mi sarei trovato in gravi difficoltà a svolgere il mio compito, come si evince dalle osservazioni del Collegio Sindacale che, nella relazione al bilancio 1999, esprime “perplessità” sulla logica economica di operazioni così rilevanti al di fuori del core business”.
 
UN CASO EMBLEMATICO: LA POSIZIONE DEL  SANPAOLO IMI
Un caso emblematico è quello del San Paolo IMI (oggi confluito in Intesa Sanpaolo S.p.a), le cui responsabilità nella distribuzione delle obbligazioni Cirio presso i risparmiatori sono particolarmente gravi.
Il Ministero dell’Economia, con decreto n. 19484 del 28 febbraio 2005, accogliendo integralmente le proposte della Consob, ha inflitto sanzioni amministrative pecuniarie per un ammontare complessivo di euro 1.181.000 a carico di quaranta tra i più alti esponenti aziendali del Sanpaolo Imi
Con decreto 18.1.2006 la Corte d’Appello di Torino ha confermato integralmente le suddette sanzioni amministrative.
Dagli accertamenti effettuati dalla Consob è chiaramente emerso come il Sanpaolo Imi fosse perfettamente a conoscenza delle pessime condizioni finanziarie del Gruppo Cirio:
- già in data 08.06.2000, la Banca Sanpaolo Imi, aveva assegnato al gruppo Cirio S.p.A., come merito di credito, il rating “BB- (speculative grade)”; successivamente;
-  in data 21.02.2001, in occasione di una proposta di fido esaminata dal Comitato Crediti, aveva attribuito al Gruppo Cirio Holding S.p.A. il rating “CCC”, confermato in data 01.06.2001 e 21.02.2002, ovvero un giudizio “speculative grade” che, secondo la scala Standard & Poor’s, è indice di “vulnerabilità e dipendenza da favorevoli condizioni economiche, finanziarie e settoriali per far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie” Per tali ragioni la banca sospendeva la proposta di fido, affermando che, rispetto al giugno 2000, erano venute meno “le ipotesi precedentemente assunte circa la destinazione prioritaria dei flussi di cassa rivenienti dalle attività industriali al soddisfacimento del debito di natura operativa”.
 
App. Torino, 18 gennaio 2006, in Boll. Consob n. 2 gennaio 2006
Nel caso delle obbligazioni Cirio la Banca aveva il dovere di acquisire informazioni particolarmente accurate e profonde (sulla solvibilità dell'emittente, sulla garanzia di pagamento degli interessi e del puntuale rimborso del capitale). Infatti la negoziazione avveniva nei confronti di clientela non solo retail ma, in quanto rivolta all'acquisto di obbligazioni, anche interessata e attenta alla sicurezza dell'investimento. Non possono dunque ritenersi sufficienti e adeguati, in base a quanto sopra detto, le notizie in possesso della Banca. Costituisce grave carenza al riguardo il fatto di non avere tempestivamente acquisito le offering circulars e le credit opinion nonché la mancata effettuazione di congrue indagini, a fronte della assenza di "rating", al fine di acclarare i motivi dell'assenza della valutazione delle agenzie specializzate.
Di fatto la Banca, per le emissioni obbligazionarie (sei) Cirio negoziate con la clientela retail non aveva fornito alle filiali alcuna documentazione né effettuato studi, ricerche o analisi sui suddetti bond. Il grado di conoscenza della Banca in relazione alle obbligazioni emesse dal gruppo Cirio era dunque inadeguato specie in considerazione della operatività sui titoli in oggetto in contropartita diretta con la propria clientela retail, circostanza che induceva detta clientela a ritenere la capacità della Banca ad attribuir e un prezzo ai titoli e quindi di valutare il rischio della operazione.

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