Estinzione anticipata prestiti. In decreto Sostegni-bis spunta emendamento che cancella riduzione costi. Parlamento ci ripensi o ricorreremo a Corte di giustizia

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12-07-2021

La Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento proposto da alcuni deputati della Lega e di Forza Italia che disciplina l’estinzione anticipata dei contratti di credito ai consumatori in netto contrasto con la direttiva europea 2008/48, come interpretata dalla Corte di giustizia con la nota sentenza Lexitor (CGUE, 11 settembre 2019, C 383-18).

L’emendamento approvato è chiaramente diretto a tutelare gli interessi degli intermediari a danno dei consumatori in quanto cerca di cancellare il principio affermato dalla Corte di giustizia in forza del quale tutti gli oneri connessi al contratto di credito, in caso di estinzione anticipata, devono essere ridotti secondo un principio proporzionale. Tale principio, secondo consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia, deve conformare l’interpretazione della legge italiana e si applica a tutti i contratti stipulati dal 2010, successivamente al recepimento della direttiva. 

“L’emendamento, per i contratti conclusi prima dell’entrata in vigore della legge - osserva Paolo Fiorio, responsabile del Servizio legale nazionale MC - è contrario al diritto Ue in quanto cerca di fare salve le circolari di vigilanza della Banca d’Italia le quali, seguendo un’interpretazione rivelatasi non corretta della norma italiana e di quella europea, consentivano di non restituire gli oneri up front (quali le commissioni di intermediazione e le spese di istruttoria) in quanto indipendenti dalla durata del prestito. Anche per i nuovi contratti la proposta di modifica è non solo oscura e foriera di dubbi interpretativi da evitare, ma altrettanto contraria al diritto dell’Unione europea in quanto la Corte di giustizia, come riconosciuto dall’orientamento del tutto prevalente dei giudici ad oggi pronunciatisi, ha precisato che la riduzione deve avvenire in maniera proporzionale e lineare e non con oscuri criteri come il costo ammortizzato che, grazie ai piani di ammortamento alla francese, limita la riduzione dei costi a danno dei consumatori”.

“L’approvazione definitiva di questo emendamento – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – comporterebbe una chiara violazione del diritto europeo a danno proprio dei consumatori più fragili. Si ripristinerebbero condizioni di estinzione anticipata opache da cui con fatica stavamo finalmente uscendo. Auspichiamo che il Governo, che ha posto al centro della propria azione politica la credibilità europea, non consenta un nuovo intervento salva banche del tutto illegittimo che ostacolerebbe i diritti al rimborso dei consumatori in un settore nel quale (ad esempio con riguardo ai prestiti garantiti dalla cessione del quinto)  proprio le commissioni applicabili hanno determinato un costo complessivo del credito inaccettabile. Se non interverranno immediatamente il Parlamento ed il Governo, MC si rivolgerà alle competenti istituzioni europee e chiederà la remissione alla Corte di giustizia”.

Scheda sull'emendamento 

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Foto da Pixabay


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