Inquinamento litorali Massa e Carrara

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15-07-2019

Il coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, chiede urgentemente un tavolo di confronto permanente in cui le istituzioni ed i portatori di interesse affrontino insieme il problema della depurazione delle acque in maniera risolutiva

Come comparso diffusamente nei mezzi di informazione, ancora una volta i litorali di Massa, Carrara e questa volta anche Montignoso, sono stati oggetto di divieto di balneazione. E lo sono stati perché ARPAT ha rilevato forti cariche batteriche nelle acque, a causa di una depurazione deficitaria, che ha costretto i Comuni ad emettere ancora dei divieti di balneazione, anche in alta stagione turistica (l’ultimo divieto, dei giorni scorsi è durato quattro giorni ed ha coinvolto 41 bagni e un litorale di una quindicina di chilometri).

Una situazione di questo genere, è ingiusta per i cittadini e per i turisti ai quali viene negato il diritto di godere a pieno del mare per la cui fruizione essi hanno pure pagato, lede i diritti dei campeggiatori, dei balneari, di tutto il comparto turistico e del suo indotto, con danni rilevanti all’economia locale, che peraltro ha già il triste primato di avere un tasso di disoccupazione tra i più elevati di tutto il centro-nord d’Italia (Fonte Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara, 2019).

Dopo questi episodi, non sono certamente i servizi sui media e le “paginate” sui giornali in cui si mette in evidenza, a caratteri cubitali, che il divieto di balneazione non esiste più a poter tranquillizzare la cittadinanza. Deve essere chiaro che se i problemi non vengono davvero risolti, il fuoco sotto la cenere continua a bruciare… fino al prossimo divieto!

Il Coordinamento fa appello agli operatori turistici e in particolare alle associazioni di categoria, perché si lavori seriamente e in maniera costruttiva ad un percorso comune affinché Regione Toscana, Comuni ed istituzioni competenti affrontino una volta per tutte il problema dei depuratori gestiti da GAIA S.p.A (Società in house) in un’ottica di costi-benefici, in termini ambientali, sociali ed economici. Si valuti, cioè, in tutta trasparenza, se non sia arrivato davvero il momento di andare ad una gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, partecipata dai cittadini, non centralizzata, ma organizzata per bacini idrografici, realizzata attraverso l’affidamento del servizio ad enti di diritto pubblico e non di capitale, che perseguano finalità sociali e ambientali e non generino profitti sull’acqua pubblica.

Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana – Movimento Consumatori Nazionale  – Movimento Consumatori Toscana –  Comitato Acqua alla gola  – Comitato Cittadini e Ambiente di Massa Carrara – Comitato Acqua di tutti – Comitato cittadini della Partaccia – Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua – Associazione Phoenix Cinematografica.

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