Stop 5G. Giornata di sciopero digitale

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01-07-2019

In occasione del “Disconnessi day” - giornata europea di sciopero digitale e prima azione condivisa dell’Alleanza europea Stop 5G, nata il 29 giugno scorso in Svizzera - Movimento Consumatori (tra i patrocinatori della giornata), si unisce alle richieste dell’Alleanza e chiede una moratoria internazionale Stop 5G in nome del principio di precauzione, fino a quando non saranno svolti studi indipendenti che accertino gli eventuali rischi dell’utilizzo della nuova tecnologia per la salute umana e per l’ambiente. 

I primi due obiettivi dell’Alleanza europea Stop 5G, cui hanno aderito 33 gruppi civici apartitici e privi di conflitti d’interessi appartenenti a 18 nazioni d’Europa, tra cui l’Italia, sono: 
- l’“European Citizen’s Initiative”, raccogliere un milione di firme per poi dare alla Commissione europea la facoltà di decidere di fare propria la proposta di moratoria sulla nuova tecnologia dell’Alleanza europea Stop 5G;
- “Disconnessi day”, 24 ore di disobbedienza civile digitale, facendo a meno per oggi, 1° luglio, dell’uso di smartphone, cellulari, tablet, Wi-Fi e qualsiasi connessione wireless, un’azione comune per fermarsi a riflettere sui pericoli cui si può incorrere utilizzando in modo improprio i dispositivi che ci rendono sempre connessi e memori anche, in Italia, della sentenza del Tar Lazio che ha condannato i ministeri Salute, Ambiente e Istruzione ad una campagna informativa sui rischi dell’uso dei cellulari, sentenza che l’avvocatura dello Stato, a sorpresa, ha impugnato davanti il Consiglio di Stato. 
“Movimento Consumatori ha accolto la richiesta dell’Alleanza Stop 5G italiana di patrocinare questa giornata  - spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale MC - perché siamo convinti che i cittadini abbiamo il diritto di essere informati in maniera trasparente e adeguata su quale impatto possano avere le nuove tecnologie sulla loro salute e sull’ambiente. Ci rifiutiamo di essere cavie inconsapevoli in nome di interessi lobbistici. La politica è chiamata ora ad una moratoria a tutela della salute collettiva attuando il principio di precauzione e all’attivazione della comunità scientifica, quella indipendente, per dare nel più breve tempo possibile risposte sui rischi legati al 5G con studi che ne accertino o no la pericolosità, tenuto conto anche della disponibilità dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di provvedere ad una riclassificazione, nel prossimo quinquennio, degli effetti cancerogeni delle radiofrequenze".

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