PACCHETTO TURISTICO: NON E' IMPOSSIBILE FARSI RISARCIRE E ANCHE RIMBORSARE

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QUANDO LA VACANZA LOGORA E NON RIGENERA:

CONSIGLI SU COME TUTELARSI

Finalmente è arrivato il giorno della partenza, un gruppo di turisti si mette in marcia per trascorrere il tanto desiderato periodo di vacanza e relax, ma, arrivato a destinazione si trova a fare i conti con una spiacevole sorpresa.  In particolare l'appartamento messo a disposizione nel luogo del soggiorno è gravemente carente sotto il profilo igienico sanitario (sporcizia, presenza di insetti, nidi di uccelli anche all'interno del locali, assenza di armadi, scarsità di acqua anche presso i sanitari del bagno, fili elettrici a vista scoperti...). Il gruppo decide di fare causa al tour operator per avere oltre al risarcimento del danno anche il rimborso del prezzo. E non solo ottiene quanto richiesto ma si vede anche riconosciuta, a titolo risarcitorio, una somma certamente non simbolica.  Il Tribunale di Prato, investito della questione, ha pronunciato una sentenza innovativa e di grande interesse (Trib. Prato 9/01/2012). Infatti nel riconoscere un grave inadempimento del tour operator (nella radicale inadeguatezza dei locali messi a disposizione degli attori, caratterizzati da incuria e sporcizia tali da ritenere violati i più elementari principi di tutela pubblica), è arrivato a dichiarare la risoluzione del contratto.

E' interessante il principio espresso: quando può dirsi compromessa ogni possibilità di sereno svolgimento della vacanza e qualsiasi occasione di riposo in attesa della ripresa delle occupazioni di studio ovvero lavorative di ciascuno ed altresì tale da porre in serio pericolo persino l'incolumità fisica degli attori, il turista ha diritto alla restituzione integrale del prezzo. Anche quando in vacanza ci rimane.

Per quanto riguarda, poi, il danno da vacanza rovinata, non è tanto il riconoscimento del pregiudizio a destare interesse (numerosissime sono le sentenze che si esprimono in tal senso), quanto la sua liquidazione (2.500 euro a persona). Il tribunale ha ritenuto evidentemente che il grave inadempimento imputabile al tour operator dovesse riflettersi anche nell'entità della somma, normalmente quantificata in un importo simbolico o poco più.

Importante evidenziare che lo stato dei luoghi, e più in generale la situazione vissuta, sono stati puntualmente documentati(foto e video). Questo a conferma del fatto che si possono vedere tutelate le proprie ragioni quando ci si è premurati di raccogliere elementi di prova.

 

L'INCUBO DI TUTTI I VIAGGIATORI? NON RIVEDERE PIU' IL PROPRIO BAGAGLIO!

E CHI NE RISPONDE? ANCHE IL VETTORE, NONOSTANTE SI TRATTI DI PACCHETTO TURISTICO Una coppia di sposini si presta ad acquistare un pacchetto turistico presso un'agenzia di viaggi. Malauguratamente, nel viaggio aereo di andata il bagaglio imbarcato viene smarrito e mai più rinvenuto, sicchè la giovane coppia si trova costretta ad acquistare alcuni beni di prima necessità. I due agiscono pertanto in giudizio per ottenere: 1) dal vettore il danno patrimoniale corrispondente al valore degli oggetti contenuti nel bagaglio smarrito; 2) dall'assicurazione il danno patrimoniale corrispondente alla differenza tra il valore del bagaglio smarrito e quanto richiesto al vettore; 3) dal vettore e dal Tour Operator, in solido tra loro, il danno patrimoniale corrispondente alle spese sostenute per l'acquisto di beni di prima necessità, nonchè il danno non patrimoniale da c.d "vacanza rovinata". Il tribunale accoglie integralmente le domande. La sentenza (Tribunale di Reggio Emilia Sentenza 13 febbraio 2013, n. 279) è particolarmente interessante sotto due profili: 1. Anche se si tratta di pacchetto turistico il vettore è chiamato a rispondere in generale dei danni subiti dai turisti; 2. Anche il vettore (oltre al Tour Operator) è chiamato,  più in particolare, a risarcire il danno da vacanza rovinata. NOTA: se per il Tour Operator la norma di riferimento (art. 47 Codice del Turismo) prevede espressamente l'obbligo di risarcimento del danno da vacanza rovinata (per la configurabilità del quale è sufficiente che l'inadempimento sia non di scarsa importanza), per il vettore le sole norme di riferimento sono quelle di cui alla Convenzione di Montreal, in virtù della quale (art. 22 ) è dovuto in caso di smarrimento del bagaglio il risarcimento del danno, purchè entro certi limiti (Euro 1.134,00). Non v'è alcun riferimento al danno da vacanza rovinata ma solo al danno genericamente considerato. Ciò significa che, nella fattispecie, il Tribunale ha evidentemente ritenuto, in relazione al danno subito dai turisti, che vi sia stata lesione di un interesse costituzionalemente rilevante. Solo in questo caso, infatti, ad un semplice inadempimento contrattuale può conseguire il riconoscimento del danno non patrimoniale. Sulla quantificazione del danno da vacanza rovinata, clicca qui.

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