Prestito con cessione del quinto: riduzione del costo totale in caso di estinzione anticipata

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I consumatori che estinguono anticipatamente, quindi prima della sua naturale scadenza, il contratto di prestito con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, hanno diritto ad un'equa riduzione del costo totale del credito.In particolare, la finanziaria ha l’obbligo di eliminare dalla somma complessiva dovuta il capitale già pagato:

A stabilirlo è l’art. 125 sexies del Testo Unico Bancario che prevede che “il consumatore ha diritto a una riduzione, dal finanziatore, del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto “. Contrariamente a quanto previsto dalla norma citata il Movimento Consumatori, nell’esame di centinaia di contratti di prestito con cessione del quinto, ha riscontrato che le finanziarie, al momento dell’estinzione anticipata, si limitano a eliminare dal conteggio finale la quota capitale già corrisposta e gli interessi non maturati, senza restituire ai consumatori rilevanti somme di denaro (in alcuni casi anche 4.000 / 5.000 euro) già corrisposte in forza del contratto di prestito. La stessa Banca d’Italia ha ripetutamente richiamato l’attenzione degli intermediari sulla necessità di fare conteggi rispettosi della normativa vigente, riportando nei fogli informativi e nei contratti una chiara indicazione delle diverse componenti di costo così da consentire una chiara distinzione tra prestazioni non rimborsabili (ad esempio le spese d’istruttoria o di stipula del contratto) e quelle legate al decorso del finanziamento. Sul tema si è ripetutamente pronunciato anche l’Arbitro Bancario Finanziario sempre accogliendo i ricorsi presentati dal Movimento Consumatori (v. Dec-20150114-178 e Dec-20100709-707) e chiarendo che, non solo i consumatori hanno diritto alla restituzione dei costi già detti (interessi non maturati, premio assicurativo non goduto, commissioni finanziarie e commissioni di intermediazione) ma anche che, in assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri e costi corrisposti al momento della stipula del contratto o a maturazione nel tempo, l’intero importo delle suddette voci deve essere preso in considerazione al fine della individuazione della parte da rimborsare e che tale importo deve essere equitativamente stabilito secondo un criterio proporzionale che tenga conto della durata del contratto. Nonostante le previsioni normative, gli inviti della Banca d’Italia e le numerose decisioni dell’Arbitro Bancario e Finanziario, in moltissimi casi le finanziarie continuano a non restituire ai consumatori queste importanti voci di costo con danni anche di diverse migliaia di euro a cliente. Il Movimento Consumatori invita pertanto tutti coloro che vogliono estinguere o hanno estinto negli ultimi anni un contratto di cessione del quinto dello stipendio o pensione (si ha “estinzione” anche quando si chiude un contratto in essere, anche per aprirne uno nuovo, con un maggior importo finanziato) a far esaminare il conteggio di estinzione e il contratto di prestito. Per procedere, scrivi a sosbanche@movimentoconsumatori.it oppure apri una pratica online: se sei già iscritto e registrato, accedi, altrimenti apri un account e iscriviti.

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