Furto di identità: il diritto al risarcimento dei danni

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Nel caso di segnalazione di un debito inesistente a centrali rischi, potrebbe essere contestata al soggetto che ha effettuato la segnalazione una responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c., oltre che un illecito trattamento dei dati personali in violazione dei dati personali in contrasto con quanto previsto dal Codice della Privacy.

furto identità

Grava infatti in capo agli intermediari bancari un dovere generale di protezione nei confronti degli utenti dei servizi bancari, anche se non legati da uno specifico rapporto contrattuale. Da tale dovere discende una particolare diligenza del soggetto che eroga servizi bancari e che quindi segnala propri crediti alle centrali rischi, diligenza che “deve essere riferita non a quella di qualsiasi osservatore di medio interesse e di media diligenza, bensì a quella di un esaminatore attento e previdente, per il maggior grado di attenzione e di prudenza che la professionalità del servizio consente di attendersi. La diligenza cui l’accorto banchiere e la banca devono attenersi, dunque, non è quella di cui all’art.1176 comma 1 c.c., ma precisamente quella del comma 2 dello stesso articolo: la diligenza qualificata di colui che esercita un’attività professionale.” (si veda ad esempio la pronuncia dell'Arbitro Bancario Finanziario di Roma del 6 dicembre 2012: in quel caso è stato riconosciuto il danno non patrimoniale subito dal consumatore, quantificato in € 10.000). Per verificare altre ipotesi di illegittime segnalazioni alle centrali rischi, clicca qui. E’ lo stesso principio stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza dell’11 febbraio 2009 n. 3350, con la quale è stato riconosciuto che “nell’ipotesi di furto di identità ed utilizzazione da parte del reo di un documento altrui in nulla alterato o modificato, al fine di aprire conti correnti ed emettere assegni, la riconoscibilità dell'abuso è da ritenere in re ipsa, e da presumere fino a prova contraria. È a carico della banca, quindi, e non del danneggiato, l'onere di fornire la prova della scusabilità del suo errore (per la somiglianza fra le due persone o per altra causa).” Per ottenere assistenza, dalla ricerca alle centrali rischi alla cancellazione dei dati, puoi rivolgerti allo Sportello del Consumatore. Ti aiuteremo nella redazione di un esposto all’Arbitro Bancario Finanziario o a risolvere in via stragiudiziale la questione.  Se hai bisogno di assistenza e hai già un account, accedi all’area riservata. Se non hai ancora un account, registrati e iscriviti a MC.

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