Programma politico 2013

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"Noi abbiamo sempre tenuto a interpretare non il consumerismo della massaia, bensì quello del cittadino, dei diritti civili nel mercato, delle scelte che determinano a monte la condizione del cittadino come consumatore e utente e non semplicemente come cliente.

Dobbiamo essere promotori del consumerismo che va oltre la guida al mercato così com’è, per esprimere la volontà di incidere sui processi economici e sociali profondi, consapevoli di andare verso una svolta del nostro modo di essere consumatori e utenti, rispetto alla prospettiva storica che si apre: quella della crisi dello stato sociale.

Una società in cui le risorse dello Stato potranno o destinarsi alla tutela della minoranza ricca – come sta avvenendo negli USA – o concentrarsi sulla tutela dei più deboli, con la necessità di dover cogliere, contemporaneamente, i segnali di una grande ristrutturazione economica, fatta di processi concentrativi sempre più intensi in cui il potere economico sovrasta quello politico e, quindi, l’espressione democratica, e in cui, altresì, la tecnologia ha superato la capacità dell’uomo di costringerla a fini pro-sociali. Una sfida che coinvolge, certo, tutta la società, ma rispetto alla quale la nostra associazione può e deve dare un contributo sostanziale, partendo anzitutto dall’accentuazione del carattere di servizio sociale della nostra presenza, ripudiando quello di guida al mercato delle classi medio-alte (vizio di origine politico, anche se fonte di fortune economiche, di molto consumerismo tradizionale europeo)” (Gustavo Ghidini, presidente onorario Movimento Consumatori).

Rendere espliciti i valori fondanti della nostra azione, programmare e condividere gli obiettivi strategici che si intendono perseguire sono un’esigenza fondamentale per un’associazione di consumatori che intenda orientarsi verso una presenza/rappresentanza sempre più incisiva nel quadro sociale in cui opera.

La nostra associazione non deve infatti limitarsi a tutelare i “diritti violati” dei propri associati e neppure a difendere i diritti acquisiti dalla collettività dei consumatori. Deve promuovere un cambiamento nei rapporti economico-sociali finalizzato a porre i reali bisogni delle persone e del ‘creato’ al centro del sistema. Per questo, richiamiamo l’attenzione sulla puntualizzazione delle direttrici cui intendiamo ispirare il nostro operato, sotto il duplice profilo, dei valori fondanti e degli obiettivi strategici.

1. I Valori fondanti

I valori di riferimento che Movimento Consumatori in questi anni ha fatto propri e che è necessario confermarci, sono:

Equità
Aequitas, è il miglior equilibrio possibile tra la produzione del massimo livello di ricchezza e la redistribuzione della ricchezza secondo il principio di uguaglianza, inteso come proporzionale partecipazione ai risultati da parte di coloro che hanno contribuito al loro raggiungimento. Ma equità nel consumo significa anche equità nei rapporti generazionali. La capacità di prevedere modalità di consumo e produzione che non pregiudichino i diritti e le aspettative delle generazioni future in termini sociali e ambientali.

Partecipazione
La partecipazione è l’attribuzione ai diversi attori del sistema (tra i quali i cittadini consumatori) del potere di assumere le decisioni che abbiano un impatto sulla loro vita. E’ il sale del vivere civile. Aiutare un cittadino a "azionare" un proprio diritto, significa riattribuirgli la possibilità di riconoscersi in una collettività che abbia un senso, almeno nella condivisione delle regole.

Solidarietà
Nei processi decisionali ogni attore economico deve valutare oltre al suo, il livello di benessere o "malessere" che deriva ai soggetti coinvolti nei processi decisionali e produttivi e deve agire in un’ottica solidaristica con gli altri attori economici (lavoratori compresi).

Efficienza
I processi economici improntati ai valori di equità, partecipazione e solidarietà devono consentire che il bilanciamento dei diversi interessi in gioco permetta di soddisfare i bisogni che stanno dietro ad ogni scelta economica nei modi e nei tempi migliori per la collettività. Il solo rispetto dei valori di riferimento, senza un’efficiente soddisfazione dei bisogni di base, comporta frustrazione, contrasti sociali e vanifica il perseguimento degli stessi valori di riferimento.

I valori di equità, partecipazione, solidarietà ed efficienza non possono essere posti in una scala gerarchica, ma richiedono un’opera di continuo bilanciamento e assestamento in relazione ai differenti interessi/diritti in gioco.

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2. La rappresentanza

Nessuno rappresenta politicamente i consumatori. Anche se tale forma di rappresentanza dovrebbe spettare, di fatto, ai partiti, in considerazione del fatto che tutti i cittadini sono consumatori, anche quando ciò raramente avviene, si tratta, quasi sempre, di una rappresentanza di “riflesso”, diretta principalmente alla tutela di qualche altra “categoria”: i piccoli imprenditori, i dipendenti, i liberi professionisti, ecc. I consumatori sono una “categoria” trasversale, o meglio, non formano nessuna specifica categoria. Un’associazione di consumatori può (e forse deve) ambire a divenire ente di rappresentanza di tutti i cittadini quali soggetti economici. L’attuale contesto socio-economico, scatenato dalle politiche finanziarie liberiste impone il recupero del potere politico democratico sulla regolamentazione dei mercati, nella tutela della natura pubblica dei servizi essenziali, nella salvaguardia dei beni comuni, della salute e della qualità e sicurezza dei prodotti, soprattutto alimentari. Un’associazione di consumatori, quale ente esponenziale, deve assumere nel panorama politico italiano un ruolo da protagonista nell’indicare la necessità dell’elaborazione di un nuovo modello di sviluppo, che parta da una rivisitazione dell’attuale sistema di produzione e di consumi e dal capovolgimento dei rapporti tra economia reale e economia finanziaria. I nostri valori fondanti di equità e di solidarietà non lasciano dubbi nell’individuazione del blocco sociale da rappresentare e delle politiche a favore dei consumatori da supportare. La congiuntura economica sfavorevole, unita alla crisi di un sistema che ormai si riteneva indiscutibile, porta l’impoverimento delle condizioni di vita di fasce sempre più ampie di consumatori. Non possiamo più titubare. Dobbiamo fermare la mercificazione, il profitto per il profitto e la diseguaglianza economica e sociale. Sono moltissimi gli aspetti fondamentali per la vita economica di un cittadino consumatore su cui, realtà come la nostra, dovrebbero essere presenti nel proporre e nell’organizzare il consenso su azioni/campagne specifiche. Siamo noi che dovremmo “indicare” se non i contenuti, almeno il traguardo ai partiti su alcune specifiche tematiche. Ma per poterci arrivare dobbiamo avere chiare le priorità. Dobbiamo trovare le forze per dare il nostro contributo al Terzo settore, consapevoli dell’importanza che le associazioni e le cooperative sociali hanno per uno sviluppo economico eticamente orientato. Gli accadimenti sociali del nuovo secolo, l’evoluzione della stessa cultura dell’essere Terzo settore, impongono una radicale svolta nelle politiche e nelle strategie di sviluppo di Movimento Consumatori. Da un lato ci sono i grandi soggetti di promozione sociale, dall’altro l’affermarsi di una nuova cultura di rinnovamento fondata sulle organizzazioni di rappresentanza dei cittadini in quanto titolari di propri e riconosciuti diritti di cittadinanza, non solo in quanto consumatori ed utenti. Crediamo che da questa nuova dimensione, possano emergere prospettive nuove che consentano a Movimento Consumatori, di affrontare nuovi impegni, di agire su nuovi terreni, consolidando al contempo l’investimento sulla crescita della base associativa e lo sviluppo di una rete che si costituisce liberamente e che funge da rappresentanza dei cittadini nel territorio. Per diventare punto di riferimento anche politico per i cittadini, opinion leader, e per poterci confrontare “a viso aperto” con le istituzioni e le forze politiche, dobbiamo essere protagonisti di alcune battaglie che devono diventare vere e proprie “campagne politiche” da portare avanti con fermezza. Per “campagna politica” intendiamo un’iniziativa: coordinata con tutti i soggetti che operano su quel tema, magari anche da più tempo di noi; diretta ad ottenere soprattutto attraverso la rete, un forte sostegno; diretta ad aprire un tavolo di confronto con imprese, istituzioni e forze politiche per proporre nuove regole e nuove pratiche di comportamento commerciale.

Tre potrebbero essere i temi oggetto delle nostre prime campagne politiche, anche in considerazione della spinta fornitaci dai referendum sull’acqua pubblica e dall’attuale contesto economico/sociale di crisi che ci impone cambiamenti radicali che disegnino nuovi rapporti di forza tra i deboli (cittadini consumatori) e i soggetti forti (grandi banche e società per azioni):

a) Tutela dei beni comuni
MC deve avere nel proprio dna l’amore e la protezione dei beni comuni. I beni comuni devono essere sottratti dalla mercificazione, devono essere indirizzati unicamente al soddisfacimento dei correlativi diritti di ciascun cittadino. Non possiamo più aderire genericamente alle campagne altrui.

b) Stili di vita/pratiche di consumo e sobrietà
Dobbiamo proporre stili di vita compatibili con i diritti “essenziali” di tutti e quindi, diretti ad un consumo critico e sobrio (per noi i prodotti e i servizi oggetto degli atti di consumo devono essere buoni, puliti e giusti), incentivando, anche, vere pratiche di responsabilità sociale di impresa.

c) Regolare la finanza
Prendiamo atto del fallimento dei modelli incentrati principalmente sull’informazione e sulla formazione dell’investitore, ma di fatto lasciati in balia del dogma liberista. Dobbiamo contribuire a riaffermare la supremazia della legge sui mercati finanziari. Solo un’effettiva e più severa regolamentazione dei mercati può arginare il ripetersi di disastri finanziari globali. Due i temi fondamentali che possiamo curare nel “nostro piccolo”: la divisione tra banche d’affari e banche di investimento; bloccare le sliding doors, ovvero la possibilità che i controllori e i regolatori siano i regolati del giorno prima o del giorno dopo.

Individuati tra i grandi temi sopra elencati, gli ambiti più specifici dell’azione dell’associazione per il prossimo triennio, ogni anno, dovremmo porci l’obiettivo di lanciare almeno due forti “campagne politiche” che prevedano preliminarmente una formazione/confronto interno con esperti e tecnici e successivamente il coinvolgimento dell’associazione a tutti i livelli, dal presidente, alle sezioni, e, perché no, agli associati del Movimento. Per rendere sempre più efficaci le campagne politiche e per concentrare sulle stesse l’attenzione di tutta l’associazione, dove possibile, i progetti di MC dovrebbero riguardare azioni riconducibili alla campagna stessa.

Obiettivi così importanti e ambiziosi necessitano la costruzione di nuove reti e il rafforzamento di alleanze anche, talvolta, specifiche rispetto ai nostri singoli settori di intervento (ad esempio, associazioni ambientaliste, associazioni portatrici di specifici interessi in campo sanitario, come la tutela dei malati o la tutela dei lavoratori pendolari), rafforzando, prioritariamente, i rapporti già esistenti con Arci, Legambiente e Asppi.
Le associazioni dei consumatori non possono vivere in una bolla dalla quale possono guardare il mondo circostante ma pur sempre chiuse e isolate da una pellicola trasparente. Il sociale avanza, la stessa incidenza dell’economia solidale avanza. Noi non possiamo più rimanere chiusi tra test comparativi e conciliazioni, che sono comunque fondamentali e rappresentano forme di tutela dei cittadini. Dobbiamo evolvere anche il nostro modo di relazionarci, essere parte di un universo di associazioni, gruppi di volontariato, cooperative sociali, buone pratiche di cittadinanza. E’ la parte più vitale del Paese in un periodo di crisi sociale e culturale, quella che cerca di rappresentare chi non ha rappresentanza, che reagisce alla sfiducia e si rimbocca le maniche per risolvere i problemi; che si batte per affermare i diritti e la legalità, l’idea del bene comune e la coesione sociale.

I servizi pubblici
Movimento Consumatori è fortemente impegnato nell’applicazione del comma 461 dell’art. 2 della Finanziaria 2008, sia nei livelli cittadini, sia in quelli regionali, sia nei lavori del tavolo congiunto tra CNCU, Regioni e Anci per la redazione delle linee di indirizzo per i soggetti che definiscono i contratti di servizio a livello locale. L’idea del coinvolgimento dei cittadini nella definizione e successiva misurazione degli standard qualitativi, rappresenta l’allargamento della democrazia civica e uno dei principali strumenti di rappresentanza delle organizzazioni dei consumatori.

I beni comuni
Le battaglie delle organizzazioni sociali per la difesa della proprietà pubblica dei beni comuni, hanno avuto nel Referendum sull’Acqua, uno dei maggiori successi ed è stato anche un momento di riflessione sulle reali potenzialità della mobilitazione sociale. Ma bene pubblico non significa “appropriazione della politica” ma condivisione della comunità e partecipazione della stessa nella gestione del bene. Le normative prevedono la presenza dei rappresentanti dei consumatori in diversi organismi, da quelli comunali a quelli ministeriali. La rappresentanza non è facile sia per il livello di preparazione richiesto in alcuni contesti, sia perché la frammentazione delle associazioni indebolisce anche coloro che hanno contenuti efficaci da proporre, sia perché sono richieste energie notevoli a fronte di partecipazioni sempre basate sul volontariato. Movimento Consumatori sia a livello territoriale che a livello nazionale ha saputo contraddistinguersi per la qualità della partecipazione ma solo un investimento continuo nella formazione interna ed un raccordo maggiore con altre organizzazioni simili alla nostra, possono far si che le difficoltà di rappresentanza in ambito istituzionale siano più facilmente sostenibili.

La democrazia economica
Le associazioni dei consumatori come rappresentanti dei propri associati, azionisti di grandi imprese per la loro tutela in quanto azionisti e le associazioni dei consumatori partecipanti alle assemblee degli azionisti per valorizzare le istanze dei consumatori, sono temi che hanno potenzialità di cittadinanza priva tuttora di rappresentanza sociale.

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3. La Comunicazione

MC social
Sarebbe riduttivo discutere di social nel recinto della comunicazione. I nativi digitali, i cittadini del web 2.0, non vogliono solamente imparare dall’insegnante, copiare dalla lavagna e prendere appunti. Vogliono imparare dall’esperienza, vogliono apprendere in gruppo e tra pari, vogliono usare il computer, co-produrre contenuti su Internet. La rivoluzione digitale ha fatto riemergere, il legame tra conoscenza e società. La presenza di MC in Rete, avviata nel 2010, e sulla quale sono state investite notevoli risorse e professionalità anche esterne, fino a realizzare il modulo di sportello di consulenza virtuale, deve rappresentare una delle forme di “essere stesso” di Movimento Consumatori oltre quindi l’”apparire” come forma di comunicazione.

MC equal
Esistono gli sportelli, esiste la rappresentanza, esistono interventi spesso determinati dall’opportunità che si presenta più che da una pianificazione almeno di medio periodo. Ma occorre riorientare o focalizzare la presenza politica e sociale di MC su alcuni temi strategici e di avanguardia: i servizi pubblici, la partecipazione e la qualità. I trasporti, nell’ambito dei servizi pubblici, devono tornare ad avere un ruolo primario nell’impegno della nostra associazione. Il credito e il risparmio: la separazione delle banche di investimento da quelle commerciali e il tema di una seria educazione finanziaria come priorità individuata per l’Italia dalla stessa OCSE. Il welfare, inteso come protezione sociale di milioni di cittadini che rischiano di perderla, la salute e la previdenza a rischio privatizzazione.

La rivisitazione dell’immagine coordinata di Movimento Consumatori è stato uno dei principali passaggi della seconda metà degli anni 2000. All’inizio vissuta con titubanza, si è dimostrata – una volta applicata – una spinta in più, per tutte le iniziative realizzate.

Informazione
Consumers’ magazine, togliendo Il Salvagente e Altroconsumo, ha rappresentato uno strumento fortemente innovativo nella comunicazione consumerista italiana. Nato con il know how di “Vita non profit magazine”, grazie ai diversi investimenti e al pieno coinvolgimento delle disponibilità umane presenti in associazione, ha subito miglioramenti di grafica e contenuti e consente la sua sostenibilità economica grazie ai contributi per l’editoria e alle quote tessere. Tuttavia ha ambiti ristretti di diffusione e, appunto, incide sui costi della tessera ordinaria. E’ necessario quindi ripensare all’uscita cartacea solo in occasione di grandi campagne e sviluppare la testata portandola progressivamente ad essere “nativa digitale” e rivolta ai nuovi media. Tuttavia, l’immagine associativa formatasi negli anni, ci pone favoriti nel poter riproporre alcune azioni politiche tramite campagne di durata di breve medio periodo (12-18 mesi).

Ufficio stampa
La politica, non facile e facilmente soggetta a critiche negli anni passati, di uscire senza strilli ma con contenuti fondati, sembra aver ripagato ed oggi la ripresa stampa delle iniziative di MC risulta molto efficace ed è aumentata la richiesta di partecipazione in trasmissioni radio-televisive. Per scelta associativa, la presenza è diversificata dal punto di vista delle persone coinvolte. Occorre tuttavia strutturare una funzione di indagine e rapporti che da un lato sono graditi agli operatori dell’informazione e dall’altra possono qualificare maggiormente l’operato associativo anche di fronte agli altri soggetti istituzionali e sociali.

Sito Internet
E’ necessario un significativo investimento economico per rivederne i contenuti, mentre è già pronta la nuova veste grafica che sarà resa on line solo a contenuti aggiornati. Occorre un maggiore raccordo tra sito nazionale e i siti regionali. Comunicare significa tante cose. Significa informare, significa spiegare, significa confrontarsi, significa mobilitare. Tutte azioni che si devono basare su un preciso programma politico e su una precisa strategia.
La comunicazione è un aspetto essenziale per declinare tutti i punti che abbiamo individuato nella prima parte di questo documento. I servizi, i progetti, la rappresentanza esponenziale e la rappresentanza politica hanno bisogno di essere comunicati, ciascuno a suo modo, per diventare effettivi motori dell’attività di MC. Pensare di sviluppare i servizi per gli associati e per le sezioni significa anche prevedere una modalità di comunicazione, sia interna sia esterna, finalizzata a questo. Pensiamo al gestionale/sito, ad esempio, che potrebbe e dovrebbe diventare luogo di comunicazione e formazione interna. Un sito nazionale che sia valorizzazione delle esperienze delle sezioni che sul territorio portano avanti battaglie e campagne che meriterebbero più visibilità, rafforzando l’immagine di MC come associazione che si basa su un territorio vero. Il coinvolgimento dei cittadini in azioni/campagne comuni (che siano collettive, seriali, inibitorie o di opinione) passa anche attraverso la comunicazione e la possibilità di interazione tra nazionale e sezioni e tra MC nazionale e i consumatori. Anche la rappresentanza politica deve essere accompagnata da un’attività di comunicazione pensata e messa in pratica in sinergia con i nostri principali partner intrecciando modelli e esperienze per riuscire a parlare (comunicare) per portare il consumerismo anche dove sembra non esserci e per aprirsi alla contaminazione di esperienze che non riguardano solo il consumerismo.

E’ evidente che tutte queste sfide riguardano il come, ma non possono prescindere dall’essere. Dobbiamo elaborare una strategia che tenga conto delle diverse modalità di comunicazione, ma che inquadri tutto sotto un unico programma di crescita dell’associazione. Gli strumenti poi sono una conseguenza. Il mercato della comunicazione con le evoluzioni di questi anni ha aperto a diversi nuovi canali che devono essere declinati in vista della visione politica e strategica. Il futuro della comunicazione in astratto seguirà l’evoluzione della tecnologia, ma dobbiamo riuscire a governare il processo in virtù del risultato che vogliamo raggiungere. Oggi disponiamo di tutti gli strumenti per la comunicazione: un ufficio stampa, il sito Internet, canali twitter, facebook e youtube, la newsletter e la rivista mensile. E’ necessario utilizzare al meglio tutti questi strumenti. Il nostro sito internet, oggi, è poco significativo. Contiene poche informazioni, non è utilizzato quasi mai per la promozione di campagne, gli accessi sono modesti; e, soprattutto, si vede che non è lo strumento strategico per la realizzazione dei nostri obiettivi. Il sito deve invece rappresentare il cuore delle attività di comunicazione, la nostra faccia cuore e cervello verso l’esterno. Deve diventare il punto di riferimento, per le sezioni, per gli associati, per i cittadini e per gli operatori, divenire, quindi, lo strumento operativo delle campagne politiche e di tutela seriale dei consumatori.

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