Stop Anatocismo

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STOP ANATOCISMO è la campagna di Movimento Consumatori che con una serie di iniziative vuole assicurare la definitiva cessazione dell’anatocismo nei rapporti bancari. L'associazione invita le banche a restituire gli interessi illegittimamente applicati nel corso del 2014 e il CICR a dare completa attuazione alla legge in tempi rapidi.

Come emerso dall'indagine MC di gennaio 2015, tutte le banche, nonostante il divieto operi ormai da un anno e mezzo, hanno continuato ad applicare gli interessi anatocistici che per il 2014 hanno comportato l’addebito di interessi illegittimi, stimati per tutte le banche italiane, in oltre 2 miliardi di euro. MC non poteva stare fermo ed è partita la campagna STOP ANATOCISMO con diverse azioni inibitorie. Il 30 giugno 2015, su iniziativa di MC, le associazioni di consumatori Adiconsum, Adoc, Adusbef, CTCU, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori ACP, Federconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici), Unione Nazionale Consumatori, hanno sollecitato con una lettera il Governo a dare immediata e definitiva attuazione all’art. 120 T.U.B.

Movimento Consumatori ha inviato anche due esposti uno all’Antitrust, l’altro alla Banca d’Italia su interessi illegittimi applicati da 30 banche

A metà luglio 2015 arriva la conferma del divieto da parte della Banca d'Italia: sul loro sito nelle disposizioni su “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti” non c'è più riferimento alla capitalizzazione degli interessi anche nei modelli dei fogli informativi dei contratti di conto corrente. Ogni riferimento alla vecchia delibera del CICR 8.2.2000 che regolava l’anatocismo è stato cancellato. Per MC è un importante passo in avanti, ma l'associazione chiede ora a Bankitalia di inibire definitivamente l’anatocismo e ordinare a tutti gli intermediari vigilati di provvedere all’immediata restituzione di tutti gli interessi anatocistici corrisposti dalla clientela dal 1° gennaio 2014.

Ad agosto 2015 arriva un grande successo per MC: il tribunale di Milano conferma l’inibitoria a Intesa Sanpaolo e vieta l’anatocismo per oltre 11 milioni di consumatori e finalmente il Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio (CICR)  ha pubblicato la bozza della delibera di attuazione dell’art. 120 t.u.b. che conferma il divieto di anatocismo e l’interpretazione della norma seguita dai tribunali di Milano, Biella e Cuneo nelle azioni promosse dal Movimento Consumatori. Anche se la delibera definitiva non potrà essere approvata se non dopo quasi due anni dal divieto, ora tutte le banche non hanno più scuse e devono immediatamente cessare l’applicazione di interessi anatocistici e restituire quanto illegittimamente incassato a partire dal 1° gennaio 2014, da noi stimato in 2 miliardi di euro all’anno.

I tribunali di Milano e Biella, con ordinanze del 1° e del 7 ottobre, hanno confermato gli ordini inibitori cautelari inflitti a Unicredit, Fineco e Banca Sella in primo grado: non potranno praticare alcuna forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori. Trova una nuova conferma l’orientamento del tribunale di Milano che ha affermato che dal 1° gennaio 2014 nessuna banca può applicare interessi sugli interessi. Le nuove decisioni confermano che il divieto di anatocismo non comporta alcun profilo di illegittimità con il diritto europeo. I provvedimenti inibitori ottenuti in questi mesi da MC riguardano ormai quasi il 30% dei correntisti italiani. Dopo la conferma dell’interpretazione dell’art. 120 t.u.b. anche da parte della Banca d’Italia, che nella bozza di delibera attuativa del Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio aderisce apertamente all’orientamento milanese, è necessario un intervento dell’Autorità di vigilanza che imponga a tutte le banche di restituire gli interessi indebitamente pagati dal 2014, che possono ad oggi essere stimati in circa 4 miliardi di euro.
L'8 ottobre 2015, MC ha organizzato il convegno ‘La nuova disciplina degli interessi bancari: la fine dell’anatocismo?’, per discutere del divieto di anatocismo e della nuova disciplina proposta nella bozza di delibera del CICR. Un’importante occasione per valutare luci e ombre di un documento che per una effettiva tutela dei consumatori, necessita di importanti modifiche.
Il 20 ottobre scorso arriva anche la condanna del tribunale di Roma per BNL. Questa sentenza conferma che il divieto di anatocismo è in vigore dal 1° gennaio 2014 anche in assenza della delibera di attuazione del CICR. Il 18 febbraio 2016 il tribunale di Roma conferma integralmente l’inibitoria di ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente dei clienti BNL. Il 23 novembre 2016 è stata pubblicata la sentenza con la quale il tribunale di Roma ha confermato la condanna per BPM. Il tribunale capitolino ha riconosciuto che il divieto di anatocismo sussiste nonostante la recente modifica dell’art. 120 conseguente all’entrata in vigore della legge dell'8 aprile 2016 n. 49 e della delibera attuativa del CICR dello scorso 3 agosto 2016: la nuova normativa, non è applicabile per il periodo precedente alla sua entrata in vigore e prevede comunque che  gli interessi debitori non producono ulteriori interessi, salvo la specifica autorizzazione del cliente.

Nel corso dell’incontro periodico tra le associazioni di consumatori e la Banca d’Italia avvenuto il 23 febbraio 2017, MC ha chiesto chiarimenti in merito alla contabilizzazione degli interessi anatocistici effettuata da tutte le banche italiane negli anni 2014, 2015 e 2016 in cui è stata vietata ogni forma di capitalizzazione degli interessi. Nell’incontro Banca d’Italia non ha fornito esaustive risposte alle richieste dell’associazione continuando ad affermare che il divieto di anatocismo non sarebbe stato in vigore dal 1° gennaio 2014. L'11 aprile 2017, l'Antitrust ha aperto un'istruttoria su tre banche per l’anatocismo praticato nel periodo 2014-2016. Lo scorso 11 gennaio MC aveva rinnovato l’esposto proposto già nel 2015 con il quale chiedeva all’Agcm di indagare sulla violazione dell’art. 120 t.u.b. introdotto con l. 147/2013  per il periodo 2014-2016.

 LE VITTORIE DI STOP ANATOCISMO
Le banche condannate a cessare ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori

ING BANK, BANCA POPOLARE DI MILANO e DEUTSCHE BANK

BANCA REGIONALE EUROPEA

INTESA SAN PAOLO

BANCA SELLA

UNICREDIT

IW BANK

FINECO BANK

BNL 20 OTTOBRE 2015

BNL 18 FEBBRAIO 2016

BPM 23 NOVEMBRE 2016


Movimento Consumatori invita i cittadini a diventare parte attiva della campagna Stop Anatocismo facendo valere i propri diritti. L'associazione offre l'opportunità ai consumatori che hanno un conto corrente che dal 1° gennaio 2014 è andato in rosso o hanno in corso un fido o scoperto di conto di chiedere la restituzione degli interessi anatocistici pagati fino a oggi.

 

 

Per informazioni: sosbanche@movimentoconsumatori.it

 

 

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