Le violazioni della normativa a tutela dei risparmiatori

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23-11-2018

Movimento Consumatori ha riscontrato diffuse e sistematiche violazioni delle regole che le banche devono rispettare nella vendita di prodotti particolarmente rischiosi e in conflitto di interessi, come le azioni proprie non quotate.

MC, al fine di avviare procedimenti giudiziali o innanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie per accedere al Fondo di Ristoro previsto dalla Legge di Bilancio, assiste i risparmiatori danneggiati offrendo un’analisi personalizzata, finalizzata alla verifica delle responsabilità della banca nella negoziazione di azioni e obbligazioni convertibili.

A tal fine richiede alle banche intermediarie e alla cessionaria Intesa Sanpaolo la documentazione relativa agli acquisti e verifica il rispetto di quanto previsto dal Reg. Consob 16190/2007 nel servizio di consulenza reso, a partire dalla profilatura del cliente, prevista dall’art. 39, prima dell’esecuzione degli ordini.

Diffuse irregolarità e violazioni sono già state accertate dalla Consob che, con delibera n. 18446 del 2013, confermata dalla Corte d’Appello di Venezia, ha rilevato condotte in violazione di quanto previsto dall’art. 21 TUF e dal Reg. Consob 16190/2007,  nella valutazione di adeguatezza delle operazioni (come chiaramente avvenuto nel caso di specie), in particolare (i) tramite frequenti riprofilature della clientela funzionali “a rendere adeguata un’operazione altrimenti non coerente con il profilo dell’investitore”, (ii) tramite esecuzione “in regime di appropriatezza, nonostante l’utilizzo di un canale di contatto con la clientela (sportello o promotore finanziario) tipicamente orientato a fornire raccomandazioni personalizzate (consulenza), per le quali è richiesto l’espletamento della valutazione di adeguatezza”, nonché in un secondo procedimento sanzionatorio, concluso nel corso del giudio con il provvedimento PS/10602 pubblicato nel bollettino Consob dell’agosto 2017, con il quale sono stati riscontrati su scala collettiva illeciti posti in essere da ex esponenti aziendali di Veneto Banca nella negoziazione delle azioni e obbligazioni emesse da Veneto Banca, posti in essere nella pubblicazione da parte di informazioni al pubblico, in comunicati e prospetti informativi, false, inesatte e incomplete e per l’omessa dotazione di procedure “procedure adeguate e tenuto comportamenti scorretti in materia di valutazione di adeguatezza delle operazioni”, per aver “tenuto comportamenti irregolari nei finanziamenti concessi ai clienti per l’acquisto delle azioni di propria emissione”, per aver “omesso di dotarsi di procedure adeguate e tenuto comportamenti scorretti in materia di gestione degli ordini dei clienti”, per aver “omesso di dotarsi di procedure adeguate in materia di pricing delle azioni di propria emissione, fornito alla Consob, in occasione dell’operazione di aumento di capitale 2014”.

Anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che ha sanzionato Veneto Banca per un ammontare complessivo di 5 milioni di euro, per aver posto in essere pratiche commerciali scorrette, consistenti nell’aver condizionato l’erogazione di mutui a condizioni agevolate a favore dei consumatori all’acquisto da parte degli stessi di azioni emesse dalla Banca e nell’aver indotto i consumatori intenzionati a richiedere mutui ad aprire un conto corrente presso la Banca.


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