Le bioplastiche biodegradabili e compostabili

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12-03-2018

Oggi, 13 marzo a Roma, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri nell'ambito di "I martedì della natura", ciclo di incontri aperti al pubblico, ospita l'evento "Le bioplastiche biodegradabili e compostabili. Conoscere e riconoscere i nuovi materiali della filiera della chimica verde".

L'incontro realizzato in collaborazione con AssoBioplastiche, vedrà come relatori oltre ad Alessandro Mostaccio, segretario generale Movimento Consumatori anche Marco Versari, presidente AssoBioplastiche e Carmine Pagnozzi, direttore AssoBioplastiche.

La plastica è un materiale con struttura chimico-fisica composta da macromolecole che, nel caso di specie, sono i polimeri. Prodotto di sintesi che fin dalla seconda metà del diciannovesimo secolo (1860 circa) ha conosciuto tappe fondamentali per lo sviluppo della società industriale: rayon, nylon, la bellissima bachelite (ricordiamo i telefoni neri presenti per lungo tempo nelle case degli italiani), il cellophane, la formica delle cucine simbolo del “boom” economico. Un secolo più tardi rispetto alla creazione del primo prodotto, arriva una scoperta del premio Nobel Giulio Natta, commercializzata come “MOPLEN”. Nell’arco temporale di un secolo e mezzo, una gran quantità di studi e ricerche hanno condotto all’introduzione di materiali utili, paratici e di larga diffusione. Tuttavia, il polimero di sintesi nato con la rivoluzione industriale, ha solo sostituito un predecessore naturale contenuto nel corno, nell’ambra, nel carapace di tartaruga, materiali usati da sempre (infatti, si trovano spesso come “reperti fossili”) per contenere e conservare”.

Dunque, perché demonizzare la plastica, che svolge la stessa funzione? Perché il polimero della plastica non solo non è biodegradabile ma, in quanto tale, per sue proprietà e caratteristiche chimiche è un vero macigno per l’ambiente, che impiega tempi lunghissimi a “digerirlo”. Negli ultimi decenni l’incidenza del binomio iperproduzione di materiali plastici più inadeguate strategie di smaltimento dei rifiuti ha seriamente inficiato la capacità rigeneratrice della natura.

Come risolvere il dilemma? Con una geniale inversione di tendenza: la plastica biodegradabile.

Com’è fatta, che vuol dire davvero, al di là del significato letterale, la parola “biodegradabile”, qual è il reale beneficio apportato al pianeta impiegando, ad esempio, le buste “verdi”, sottili come un velo, introdotte in maniera sempre più massiccia nella grande distribuzione, anche a seguito di importanti modifiche normative? Ogni utile approfondimento verrà proposto in occasione dell’incontro.


LE BIOPLASTICHE BIODEGRADABILI E COMPOSTABILI - via Antonio Salandra, 44 - Roma - 13 marzo 2018, ore 18.00

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