Bollette elettriche, paghiamo al posto dei clienti morosi? Facciamo un po' di chiarezza

Dove sei: Homepage > Notizie e comunicati > Bollette elettriche, paghiamo al posto dei clienti morosi? Facciamo un po' di chiarezza

26-02-2018

L'Arera ha fornito una stima di quanto potrebbe riversarsi effettivamente sulle bollette degli utenti in regola: circa 2 euro in un anno. Dice l'Autorità: "Al fine dell’attuazione del meccanismo disegnato, per coprire la quota non incassata, si è previsto che tutti i clienti finali, a prescindere dal livello di tensione che caratterizzano i loro contratti (bassa tensione, media tensione, alta e altissima tensione), debbano contribuire. Le prime valutazioni indicano, con specifico riferimento al meccanismo di cui alla deliberazione 50/2018/R/eel, un potenziale impatto sul cliente domestico tipo di circa 2 euro all’anno".

LA DELIBERA DELL'ARERA
Prima di tutto è utile chiarire i ruoli dei diversi soggetti che operano per il funzionamento della filiera elettrica.
E' ormai nota la scissione che si è venuta a creare a seguito dell'avvio della liberalizzazione del mercato dell'energia tra distributore (incaricato del trasporto dell'energia fino al misuratore) e venditore (l'azienda operante nel mercato di maggior tutela o nel mercato libero che rappresenta l'unico interlocutore dell'utente finale e provvede all'emissione della bolletta).

La notizia dell'aggravio in bolletta segue l'emanazione della delibera ARERA del 1° febbraio 50/2018/R/EEL riguardante le disposizioni relative al riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema con la quale, in ottemperanza ad una serie di decisioni del giudice amministrativo di I e II grado, l'autorità regolatoria ha stabilito che i distributori potranno richiedere ai venditori tutti i crediti non riscossi a partire dal 1° gennaio 2016,  che includono gli importi relativi alle fatture di rettifica scadute da almeno 12 mesi, introducendo un meccanismo di compensazione rispetto a quanto tali imprese versano alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) e al Gestore dei servizi elettrici (GSE). Il punto della questione che ha fatto insorgere in special modo i consumatori è che questa compensazione finisce con l'essere rispalmata su tutti i clienti.

COSA SONO GLI ONERI DI SISTEMA
Gli oneri di sistema sono una voce di costo che copre tutte le spese per il funzionamento della filiera elettrica e comprende anche l'importo pagato da ogni consumatore per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili. La delibera prevede che solo una parte limitata di questi oneri di sistema già versati dai distributori, ma non più recuperabili in altro modo, siano ammessi al meccanismo di recupero. Ora è stato reso noto dall'Autorità che l'impatto sul cliente domestico tipo sarà di circa 2 euro all’anno e quasi sicuramente prima di un anno non ci sarà nelle bollette dell’energia questo aumento.

LA DELIBERA ANNULLATA CHE GARANTIVA LA COPERTURA DEGLI ONERI DI SISTEMA
C'è da ricordare che nel 2013 con delibera n.612, l'autorità aveva determinato un sistema di copertura di questo rischio con il quale imponeva ai venditori la prestazione di garanzia a copertura degli oneri generali di sistema in favore delle società distributrici, consapevole che tali oneri restavano in capo ai clienti finali e non alle società di vendita. Tale delibera è stata successivamente annullata a causa di una sentenza del Consiglio di Stato per la quale l'intervento dell'autorità regolatoria non poteva entrare nel merito dei contratti esistenti tra distributore e fornitore.

LE CONSEGUENZE PER I CONSUMATORI
Come al solito, ma stavolta con l'assistenza di una sentenza della giustizia amministrativa, l'utente finale è costretto quindi a sobbarcarsi le situazioni di morosità persistenti o di eventuali fallimenti di società energetiche.

Questa insostenibile abitudine di gravare sul consumatore finale quando il sistema non regge è una semplificazione non più accettabile anche in considerazione del difficile controllo riconosciuto nella stessa delibera nella parte in cui afferma che "enti come la CSEA ed il GSE verifichino anche a campione la correttezza e la veridicità del contenuto della documentazione fornita dall'impresa distributrice partecipante al meccanismo di reintegrazione". E ciò rappresenta un esempio di quanto sia sintomatico il sistema "a larghe maglie" di soluzioni semplicistiche che viene attuato a danno del consumatore che deve comunque ripianare errori o carenze di altri soggetti.

COSA POSSONO FARE I CONSUMATORI
Concludendo, non pagare le bollette o minacciare un'azione collettiva, non sono certo soluzioni del problema, ma tale questione deve essere seriamente affrontata nelle sedi di confronto istituzionali tra le associazioni dei consumatori e le istituzioni, a cominciare dal Mise. Non si può continuare a pensare alla bolletta energetica come ad un bancomat da utilizzare nei momenti di difficoltà. Queste riflessioni si sommano all'obiettiva difficoltà economica che le famiglie italiane stanno sopportando e anche in considerazione di tutte le ulteriori competenze affidate all'ARERA sia nel settore idrico sia in quello ambientale, dove già incombe il rischio di applicazione degli stessi schemi regolatori esistenti nel settore elettrico e gas.

Per informazioni: sosenergia@movimentoconsumatori.it 

 

 

 

Sportello del consumatore

Hai un problema? Risolvilo con lo sportello online!

link

Petizioni

Firma anche tu e sostieni le battaglie per i tuoi diritti

link

Segnalazioni

Fai sentire la tua voce. Inviaci una segnalazione

link