Petizione eBay su nuove imposte su vendite online. MC: non firmate!

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22-09-2017

Da ieri, la società eBay sta inviando un’email ai suoi clienti/utenti europei per chiedere di firmare la sua petizione “Diciamo no alle nuove imposte sulle vendite online in Europa”.

MC invita i consumatori/utenti del servizio eBay a riflettere sul significato di un’eventuale adesione a questa proposta nel momento in cui, per la prima volta a livello Ue, si sta finalmente ragionando su come fare in modo che i giganti del web paghino le tasse e su come modernizzare l’Iva sui prodotti venduti online dalle imprese, utilizzando o meno i ‘marketplace’ come eBay o Amazon.

“Se è vero che il possibile intervento Ue sull’Iva appartiene a questa seconda categoria  - afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC - e che non tocca direttamente eBay, essendo rivolto a uniformare il trattamento Iva di tutte le imprese che vendono online e, quindi, anche di quelle che vendono tramite eBay, è chiaro che l’adesione del consumatore a questa petizione assumerebbe un peso politico anche in merito al contrasto dell’introduzione di una tassazione dei marketplace stessi.

eBay motiva infatti la propria richiesta come fosse di carattere filantropico, a sostegno delle piccole imprese che puntano a far crescere la loro attività in nuovi mercati all'interno della Ue e oltre i suoi confini, ma questa petizione è subdola e contraria all’interesse generale. Subdola perché mentre apparentemente è dedicata alla riforma dell’Iva, in realtà, come si evince anche dal titolo, è diretta a respingere ogni tentativo di introdurre per la prima volta una tassazione uniforme di tutte le piattaforme. E’ subdola anche perché si rivolge ai consumatori facendo leva sul possibile aumento dei prezzi finali dei prodotti. Insomma spinge i propri clienti a prendere posizione unicamente in base a questo specifico interesse individuale, perdendo di vista le motivazioni generali che stanno alla base di queste nuove politiche fiscali.

Come associazione di consumatori - conclude Mostaccio - riteniamo immorale non considerare che l’attuale proposta di riforma dell’Iva nasce dall’esigenza di contrastare l’enorme elusione che l’attuale disciplina in vigore ha permesso e soprattutto che corrisponde all’interesse generale iniziare a tassare anche i nuovi modelli di business basati sull’economia digitale. O l’unica strada per non tagliare ulteriormente il welfare e pagare gli interessi sul debito pubblico dovrebbe ancora essere quella di aumentare le tasse per i soliti noti? Riteniamo che tutti i consumatori d’Europa debbano invece appellarsi all’Ue, perché acceleri al massimo i tempi per l’elaborazione di proposte eque e efficaci!”

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