Un anno di attività per “Luce sul canone”

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12-07-2017

Cittadini informati sul canone Tv in bolletta, ma critici su pagamento; l’extragettito sia usato per ridurre tassa e a vantaggio dei meno abbienti.

Quasi il 70% dei cittadini considera più agevole poter pagare il canone Tv in bolletta elettrica e il 60% lo ritiene un buon modo per contrastare l’evasione da questa tassa. Negativo invece il giudizio sul fatto che la nuova norma abbia apportato dei vantaggi a sostegno delle famiglie meno abbienti e per migliorare la qualità del servizio radio televisivo. Il 90% degli intervistati dichiara che investirebbe l’extragettito in progetti realizzati dalle associazioni civiche a sostegno delle fasce deboli della popolazioni e il 54% per ridurre la pubblicità e migliorare l’offerta televisiva.

Persiste ancora un po’ di disinformazione: il 14,4 % dei cittadini pensa che il canone Tv vada pagato solo se si utilizzano i canali Rai, immaginando che basti il sigillo agli stessi per essere esonerati dal pagamento. Un ulteriore 30% ritiene che sia sufficiente possedere un computer, tablet o smartphone per essere tenuti al pagamento del canone. 

Sono questi alcuni dei principali dati che emergono da un’indagine realizzata, fra febbraio e giugno 2017, su 300 utenti di età compresa tra i 31 e i 75 anni, nell’ambito del progetto “Luce sul canone realizzato da Cittadinanzattiva, Federazione Confconsumatori – ACP e Movimento Consumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico. 

Il progetto, partito nel luglio 2016, si conclude oggi. Un anno di attività delle tre associazioni che, attraverso il numero verde 800 82 16 14, pagina facebook, siti web e newsletter tematica, nonché sportelli sul territorio e online,  hanno contribuito a fare chiarezza sulle recenti modifiche che, con la legge di Stabilità 2016, hanno introdotto il canone Tv nella bolletta elettrica. 

La maggioranza delle richieste pervenute nel corso dell’anno, in particolare per quanto riguarda il canone ad uso privato, si concentrano principalmente su problematiche inerenti questioni di addebito improprio o richieste di rimborso immediatamente seguite da domande circa la non detenzione dell’apparecchio Tv e le modalità per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate per un totale di 58,9 % delle segnalazioni. Confusione è emersa anche in casi particolari riguardanti l’intestazione dell’utenza elettrica e quindi il conseguente addebito del canone.

I RISULTATI DELL'INDAGINE

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