Banche venete. Nessuna tutela per azionisti cui sono state vendute fraudolentemente le azioni

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26-06-2017

Sono migliaia gli azionisti Veneto Banca e Popolare Vicenza danneggiati dalla vendita fraudolenta, in violazione delle norme che regolano i servizi di investimento, delle azioni delle due ex popolari venete.

Il decreto legge appena approvato dal Governo non contempla alcuna misura di sostegno o di tutela per questi soggetti. Anzi, con deroghe del tutto eccezionali al testo unico bancario, Intesa Sanpaolo riceverà gli asset delle due banche depurati, non solo dei crediti deteriorati e delle obbligazioni subordinate, ma anche di ogni debito derivante dalla vendita delle azioni in violazione delle norme che regolano la prestazione dei servizi di investimento. Anche i pagamenti delle offerte transattive proposte quest’anno dalle due popolari venete non sono compresi nella cessione a Intesa Sanpaolo. 

“Movimento Consumatori - afferma Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio MC - ritiene che tale esclusione sia ingiusta, irragionevole e incostituzionale. La cessione degli sportelli e delle attività bancarie non può consentire di escludere i debiti derivanti dal misselling delle azioni, che rientra invece nelle ordinarie passività della banca e che non riguarda indistintamente tutti gli azionisti, ma solo coloro che sono stati vittime degli illeciti”. 

L’assenza di ogni strumento di tutela per gli azionisti vittime di gravissimi illeciti nella vendita delle obbligazioni, accertati dalla Consob con numerosi provvedimenti sanzionatori, riguarda anche i ristori ai quali possono accedere solo gli obbligazionisti subordinati e la procedura di liquidazione coatta che non conosce alcuna causa di prelazione per i piccoli azionisti che si vedano riconosciuto, anche con una decisione giudiziale, il risarcimento dei danni subiti in occasione della fraudolenta vendita delle azioni.

“Movimento Consumatori – dice Alessandro Mostaccio, segretario generale dell’associazione - chiede che in sede di conversione si intervenga per eliminare questa grave ingiustizia. Se è vero che il patrimonio di una banca sono i propri clienti, non partirebbe bene la ‘nuova banca’ a guida Intesa Sanpaolo nei confronti di migliaia di clienti che non avrebbero alcun interesse a rimanere tali. Chiediamo un intervento per ricomprendere nel perimetro della cessione a Intesa Sanpaolo anche i crediti dei piccoli risparmiatori derivanti dalla vendita fraudolenta delle azioni in violazione dei doveri di comportamento nella prestazione dei servizi di investimento, o comunque che si prevedano specifici strumenti di indennizzo anche per gli azionisti. Una soluzione deve essere individuata se vogliamo che si preservi quella fiducia da parte dei clienti di cui tutto il sistema bancario ha bisogno”.

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