Anche l'accordo CETA nei colloqui di Trudeau a Montecitorio

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30-05-2017

"Nessuno conosce il contenuto del CETA, il trattato di libero scambio tra Ue e Canada la cui ratifica sta per essere calendarizzata al Parlamento nell’indifferenza e ignoranza delle stesse filiere produttive che verranno impattate pesantemente" è quanto afferma il segretario generale del Movimento Consumatori, Alessandro Mostaccio, in riferimento al colloquio che stamattina la presidente della Camera, insieme al Presidente del Senato Pietro Grasso, ha avuto a Montecitorio con il Primo Ministro canadese Justin Trudeau. Il Comprehensive Economic and Trade Agreement, firmato tra l’Unione europea e il Canada nell’ottobre 2016, è stato approvato dal Parlamento europeo nel febbraio 2017 e nelle prossime settimane sarà all’esame anche del Parlamento italiano.

“La globalizzazione non può essere priva di regole”, ha detto la presidente della Camera: “molti dei problemi attuali dipendono dal fatto che la politica non ha saputo governare i mercati e apportare i correttivi necessari a rendere la globalizzazione sostenibile.” Al tempo stesso, secondo Laura Boldrini, bisogna tener conto dei mutamenti dello scenario politico globale, che come si è visto anche al recente G7 di Taormina è radicalmente diverso dagli anni nei quali erano stati pensati accordi come il Ceta e il Ttip: “Per tutti coloro che hanno a cuore il benessere delle persone - ha detto - la sfida è non barricarsi nell’autarchia, ma insieme rifiutare il gioco al ribasso sui diritti. Dobbiamo saper individuare una ‘terza via’ tra mercato senza regole e sovranismo”.

Nell’incontro con il Primo Ministro Trudeau la Presidente Boldrini si è fatta anche portavoce delle preoccupazioni che ieri a Montecitorio le sono state espresse dalle organizzazioni italiane contrarie alla ratifica dell’accordo. I rappresentanti di Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, FairWatch hanno sottolineato l’impatto economico, sociale e ambientale che il Ceta potrà avere sul nostro Paese, perché in nome della libertà di commercio verrebbero peggiorati gli standard oggi vigenti in Europa in materia di sicurezza alimentare, rispetto dell’ambiente, diritti dei lavoratori.

Con le associazioni la presidente della Camera ha auspicato che sui contenuti dell’accordo Ceta ci sia informazione e coinvolgimento dell’opinione pubblica ed ha espresso la volontà che, in occasione del dibattito a Montecitorio, siano garantiti tempi di discussione adeguati alla rilevanza del tema.

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