"GlIfosato, nessuno è al sicuro". Le analisi confermano: donne incinte positive all’erbicida

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26-05-2017

Abbiamo tempo fino al 15 giugno per firmare contro l'uso del glifosato in Europa! L'ennesima ricerca realizzata questa volta dal Salvagente, in collaborazione con l’associazione A Sud, parla chiaro: non serve vivere vicino ai campi, il rischio di essere contaminati dal glifosato è reale anche abitando al centro di una grande città come Roma. Le analisi condotte su 14 donne incinte sono tutte risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine.

I quantitativi di glifosato riscontrati dalle analisi vanno da 0,43 nanogrammi per millilitro di urina fino a 3,48 nanogrammi. Pochi? Molti? Impossibile dare un giudizio, dal momento che non esistono quantità massime consentite. Quel che è certo è che il glifosato non dovrebbe mai essere presente nel nostro organismo, tanto meno in quello dei nascituri. 

Con quali rischi? Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di ISDE - Medici per l'Ambiente, ha spiegato: “Ci sono numerosi dati sperimentali condotti su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata. Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l’erbicida agisce anche come interferente endocrino”.

Indiziato numero uno, secondo le analisi presentate dal mensile dei consumatori e da A Sud è l’alimentazione: la strada che porta il glifosato all’interno del nostro organismo passa inevitabilmente per quello che portiamo in tavola. Non solo pane,pastafarina e altri prodotti a base di farina come hanno dimostrato le nostre analisi condotte un anno fa dal Salvagente. Oltre l’85% dei mangimi utilizzati in allevamenti, infatti, sono costituiti da mais, soia, colza Ogm, resi resistenti al glifosato.

Contestualmente ai risultati delle analisi è stato presentato il Dossier, realizzato dalle Associazioni A Sud, Navdanya International e CDCA, dal titolo: “Il Veleno è servito – glifosato e altri veleni dai campi alla tavola”, che racconta storia, evoluzioni e rischi dell'utilizzo dei pesticidi in agricoltura, soffermandosi sugli studi scientifici pubblicati, sui profili normativi, sul conflitto di interessi che coinvolge le lobbies agrochimiche impegnate ad ottenere normative più permissive e sulle azioni dal basso promosse in diversi paesi da cittadini, agricoltori e movimenti sociali in prima linea per difendere la propria salute e la sovranità alimentare. 

La campagna dell'ICE è arrivata  a 774 mila firme online, alle quali aggiungere quelle cartacee stimate in 100.000 firme. Siamo davvero vicini al traguardo!

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