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23-05-2017

La mini tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie che frena la speculazione e genera miliardi di euro per salvare le persone e il pianeta.

Movimento Consumatori aderisce alla Campagna ZeroZeroCinque, promossa da un’ampia coalizione internazionale. In Italia, sono circa 50 le organizzazioni della società civile (sindacati, associazioni, organizzazioni del Terzo settore, associazioni di consumatori), che ne fanno parte e sono espressione di un più vasto movimento globale a sostegno della Tassa sulle Transazioni Finanziarie, con l’obiettivo di contrastare la speculazione e recuperare risorse da destinare allo sviluppo sociale, alla lotta alla povertà in Italia e nel mondo, alla tutela dell’ambiente e dei beni comuni. 

La Tassa sulle Transazioni Finanziarie

La tassa sulle transazioni finanziarie, TTF, è un'imposta estremamente ridotta, ad esempio dello 0,05%, su ogni compravendita di strumenti finanziari.
Questo non scoraggerebbe i normali investimenti sui mercati, mentre è ben diversa la situazione per chi specula comprando e vendendo titoli nell'arco di pochi secondi o addirittura di millesimi di secondo e che dovrebbe pagare la tassa per ogni transazione. Il peso della tassa diventa progressivamente più alto tanto più gli obiettivi sono di breve periodo. Realizzando 100 operazioni di compravendita sullo stesso titolo dovrei pagare la TTF 100 volte, il che renderebbe l'operazione speculativa economicamente sconveniente.
Non solo. Il mercato dei derivati, con costi delle transazioni molto più ridotte del mercato spot, sarebbe colpito in maniera proporzionalmente maggiore. Al contrario, gli acquisti realizzati con orizzonti di lungo periodo non subirebbero effetti apprezzabili. Questo significa che piccoli risparmiatori, fondi pensione e altri investitori istituzionali trarrebbero beneficio dall'imposta il cui peso ricadrebbe su attori altamente speculativi quali gli hedge fund.

In altre parole la tassa rappresenta uno strumento di straordinaria efficacia nel contrastare il “casinò finanziario” e per riportare la finanza al suo ruolo originario: non un fine in sé stesso per produrre denaro dal denaro nel più breve tempo possibile, ma un mezzo al servizio dell'economia e della società. La TTF si limita ai mercati finanziari. Altri trasferimenti, come i pagamenti per beni e servizi, le prestazioni lavorative, le rimesse dei migranti, i prestiti interbancari e ogni operazione delle banche centrali non verrebbero tassati in alcun modo.
La dimensione della finanza è tale per cui anche un'imposta dello 0,05% permetterebbe di generare ogni anno un gettito di 200 miliardi di euro nella sola Europa e di 650 miliardi di dollari su scala globale, da destinare al welfare, alla cooperazione allo sviluppo e alla lotta contro i cambiamenti climatici.

In Italia, ad esempio, secondo l'Istat nel 2016 si contano circa 3 milioni e 590 mila famiglie senza redditi da lavoro, il 13,9% del totale, con una percentuale nel Sud Italia del 22,2%. In difficoltà soprattutto le famiglie di stranieri, con disoccupati, oppure occupazione part-time, specialmente con figli minori. La povertà assoluta riguarda invece 1,6 milioni di persone, il 6,1% delle famiglie che vivono in Italia. Sono molte di più le famiglie a rischio di povertà ed esclusione sociale: il 28,7% della popolazione. Tramite la TTF il sistema finanziario può pagare la sua parte, per non far pagare due volte i costi di una crisi scatenata dalla finanza.


Quanto ci costa non avere una TTF europea?

Secondo recenti stime della Commissione Europea la TTF potrebbe generare 22 miliardi di euro all’anno per i 10 Paesi UE del negoziato. In Italia le entrate erariali, secondo le stime della Commissione e dell'istituto tedesco di ricerca economica (DIW), oscillerebbero tra i 3 e i 6 miliardi di euro all'anno. Un contributo che la stessa Commissione e il Parlamento europeo giudicano congruo ed equo, poiché proveniente da un settore che ha usufruito negli anni della crisi di ampi piani di salvataggio, costringendo i bilanci pubblici europei a marcate contrazioni con forti ripercussioni per il welfare dei propri cittadini. 10.1 miliardi di euro sono le risorse perdute a causa della mancata introduzione della Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF).

Con il gettito raccolto dalla TTF:

1.7 milioni di persone avrebbero accesso ai servizi sanitari di base;

1.9 milioni di bambini andrebbero a scuola;

1.1 milioni di famiglie avrebbero accesso a fonti di energia solare.

(Fonte: Contatore Oxfam)


La campagna: le ultime richieste e lo stato dell’arte

In occasione delle celebrazioni sui Trattati di Roma è stata inviata una Lettera ai Capi di Stato e di Governo dei 10 Paesi del negoziato sulla TTF europea con le seguenti richieste :

Dopo essersi arenato più volte negli ultimi anni, il negoziato europeo sulla TTF sotto la procedura di cooperazione rafforzata è ora ad un passo dal traguardo. Dal 2013, 10 Paesi europei, tra cui l’Italia, sono coinvolti nel negoziato sulla TTF europea e ad ottobre 2016. i paesi coinvolti del negoziato hanno raggiunto un accordo quadro sugli elementi base dell’architettura dell’imposta. In particolare, il consenso ha riguardato la base imponibile azionaria e dei derivati, i criteri di applicazione dell’imposta, la tassazione delle singole transazioni e non dei saldi netti giornalieri. Arrivare a compimento non significa solo valorizzare gli sforzi e le tante energie finora dispiegate in un processo a lungo condizionato dalle resistenze di singoli Stati. Sugellare l’accordo rappresenterebbe oggi una prova tangibile di un’Europa capace di trovare compromessi ambiziosi su misure eque e progressiste. Un’Europa in grado di rispondere con forza al richiamo dei suoi cittadini che alla TTF esprimono da tempo un forte supporto avallato da oltre 1 milione di firme raccolte nel 2015 da organizzazioni sindacali e della società civile continentale.

Link utili

Position paper “Cambiare la Finanza per Cambiare l’Europa” della Fondazione Finanza Etica che dedica spazio anche alla TTF europea

Il potenziamento della Stamp Duty e l’introduzione di una vera e propria TTF nel elettorale del Labour inglese

Il video della campagna

Il Manifesto della Campagna

 

 

 

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