L'esposto penale di MC

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03-11-2016

Nel 2015, sono state avviate dalla procura della Repubblica di Roma attività investigative sulla base di un’ispezione della Banca d’Italia, dalla quale è emersa l’ipotesi di reato di “ostacolo all’attività di vigilanza” e nella quale è stata evidenziata la tendenza “a concedere finanziamenti in assenza delle prescritte tutele in materia e a scapito di una puntuale valutazione del merito creditizio, con conseguente scadimento della qualità del portafoglio prestiti, sovente normalizzato pur dinanzi a sintomi di insolvenza in capo agli affidati e, dunque, complessivamente assoggettato a svalutazioni inferiori a quelle dettate da una sana e prudenziale gestione degli impieghi, tali da far emergere in sede ispettiva maggiori perdite per 192.975.000 euro, anch’essi incidenti negativamente nella stima del patrimonio di vigilanza”.

L’esito delle indagini è illustrato nel capo di imputazione che contesta ai vertici di Veneto Banca (Presidente e Amministratore Delegato) di aver indicato nelle segnalazioni periodiche alla Banca d’Italia un patrimonio di vigilanza superiore a quello effettivo, di aver “rappresentato all’autorità di vigilanza di possedere un indice di solvibilità (N.d.R. coefficiente patrimoniale “coer tier 1”) superiore all’8%, mentre il realtà il valore era al 6,3% con ciò effettuando una rappresentazione contabile consolidata di Veneto Banca non rispondente all’effettiva capacità patrimoniale del gruppo” e di aver “diffuso una valore dell’azione Veneto Banca non rispondente al vero, giudicato dalla Banca d’Italia incoerente con il contesto economico attuale”. E’ emersa inoltre l’ipotesi di reato: aggiotaggio. Le indagini della Procura hanno portato nell’agosto del 2016 all’arresto dell’ex Ad Consoli.

Già nel 2015 il Movimento Consumatori ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per orientare l'attenzione della magistratura sul danno subito dagli azionisti, per seguire le indagini ed eventualmente costituirsi come associazione ed agevolare la costituzione come parti civili dei danneggiati azionisti (come ad esempio già avvenuto di recente nei processi Fonsai, MPS e, in passato, Parmalat e Cirio).

Se le ipotesi di reato emerse a carico dei vertici di Veneto Banca comporteranno rinvii a giudizio degli attuali indagati, gli azionisti di Veneto Banca potranno costituirsi parte civile contestando di avere subito un triplice danno: per aver acquistato azioni ad un prezzo superiore a quello reale; per essere stati indotti ad acquistare azioni al fine di ottenere finanziamenti; per avere in portafoglio azioni che, non essendo quotate (ed essendo, quindi, dichiaratamente illiquide), sono di difficile smobilizzo.

Per aderire alle azioni collettive di MC, per avere più informazioni si può contattare dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 19.00, il numero fisso 011 5069546 o il numero di cellulare 342 7038900, oppure scrivere a venetobanca@movimentoconsumatori.it

 

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