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22-10-2015

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) può essere definito come una dipendenza comportamentale patologica associata ad un disturbo del controllo dell’impulso.
Rappresenta un grave problema di salute pubblica, causa problemi di natura psico-sociale al soggetto coinvolto, è causa di problemi finanziari e può condurre a disturbi di natura antisociale. Questa patologia è inoltre spesso associata a tassi elevati di tentativi di suicidio.
Per porre diagnosi di gioco d’azzardo patologico, è necessario che vi sia la presenza di almeno 5 (o più) degli elementi indicati (non si considera, però, il comportamento legato al gioco d’azzardo in presenza di un singolo episodio maniacale):

- la persona è eccessivamente assorbita dal gioco d’azzardo;
- il paziente ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata;
- ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d’azzardo;
- è irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
- gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione;
- dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite);
- mente ai membri della famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
- ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto, o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo;
- ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
- fa affidamento su altri per reperire il denaro e per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

Il GAP è una patologia che richiede un intervento specifico, necessità di diagnosi precoce, di cure specialistiche e di supporti psicologici e sociali.
La richiesta di aiuto da parte del paziente è il primo importante passo per poter iniziare un percorso di cura e riabilitazione che dovrà riguardare il soggetto ma anche la sua famiglia. La conflittualità con i familiari e le problematiche legali legate all’indebitamento possono essere importanti fattori per sviluppare l’iniziale impulso al cambiamento, ma spesso non sono sufficienti se non sussiste una forte motivazione personale o un intervento esterno (spesso di un familiare) che costringa il giocatore a chiedere un aiuto o un supporto per prendere consapevolezza della sua dipendenza patologica.
In quest’ottica può risultare altresì importante il ruolo dei medici di medicina generale, nella fase di individuazione precoce, di supporto e di orientamento delle persone con disturbi da gioco d’azzardo problematico o patologico.
Il Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi anni, ha predisposto l’apertura di servizi ambulatoriali pubblici che si occupassero specificatamente di persone con problemi legati al gioco d’azzardo. Lavorano poi sul territorio diverse associazioni e realtà del privato sociale che si occupano di persone con disturbo da gioco d’azzardo patologico (per un elenco di servizi e associazioni che si occupano di GAP in Italia clicca qui).

Una persona con un problema di dipendenza da GAP può rivolgersi ai servizi territoriali preposti che prevedono interventi psicologici individuali, spesso di tipo cognitivo-comportamentale, dispositivi gruppali (gruppi di auto-mutuo-aiuto), interventi di tipo educativo e un monitoraggio periodico e supportivo di tutta la famiglia del paziente con GAP.
Gli interventi di tipo educativo partono dalla constatazione che il problema è la mancanza di consapevolezza della natura casuale del gioco d’azzardo. L’obiettivo, quindi, in questo caso, è quello di insegnare che ogni risultato è indipendente dalla volontà del soggetto a prescindere da ogni apparente associazione. Un’altra parte dell’intervento, molto specifica, riguarda l’acquisizione di norme e strategie per il controllo dei comportamenti del paziente da parte della famiglia: controllo delle fonti e limitazione del denaro, identificazione del debito contratto per il gioco, controllo delle uscite (orari, luoghi, persone, ecc.).

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Il cambiamento del paziente giocatore patologico deve estendersi, qualora possibile, anche agli altri membri della sua famiglia. E’acquisito che un cambiamento reale e/o duraturo risulta difficile senza la partecipazione attiva della famiglia al trattamento.
Molte famiglie, almeno nel periodo iniziale del trattamento, pensano che il lavoro di cambiamento debba essere a carico soltanto del loro congiunto con GAP e quando hanno raggiunto lo scopo di inserirlo nel programma, si tirano indietro e delegano completamente ai professionisti il lavoro da svolgere. Questo comportamento, seppure comprensibile, rappresenta bene la co-dipendenza degli altri membri della famiglia che invece devono mantenersi attivi e presenti nella rete di cura e di supporto al paziente con GAP.
È necessario inoltre incentivare il controllo dell’uso di Internet dei figli da parte dei genitori. Esiste la possibilità di avvalersi di servizi di supporto on line, dimostratisi particolarmente adeguati e efficaci proprio con gli adolescenti che hanno ampio accesso e familiarità con Internet e amano mantenere segreta la propria identità. I genitori devono essere informati su cosa significa giocare d’azzardo e quali implicazioni questo comportamento possa avere sui propri figli.

Paolo Brigonzi, psicologo-psicoterapeuta

L’Associazione Pens@te si occupa di GAP attraverso interventi di supporto psicologico e psicoterapeutico individuale e gruppale per pazienti e familiari e organizza gruppi di auto aiuto per giocatori anonimi e per famigliari di pazienti.
Tel. +39 3270769591
Mail: pensaate@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/associazionepensate

 

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