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06-10-2015

Mauro, nome fittizio di un impiegato torinese, è una delle innumerevoli vittime del gioco d’azzardo on line.
All’inizio il “betting exchange”, uno scambio di scommesse virtuali sugli eventi sportivi introdotto in Italia nel ottobre 2012, era per lui un gioco, poco dopo è diventato un secondo lavoro cui dedicare gran parte della giornata e alla fine una dipendenza e una malattia letale.
Mauro ha, infatti, dilapidato il proprio patrimonio, ha chiesto prestiti e finanziamenti ed è caduto in un grave stato di depressione.
Dopo un primo tentativo di suicidio, quando era in cura presso un ambulatorio psichiatrico dell’Asl di Torino, si è rivolto allo Sportello Usura del Movimento Consumatori per verificare la correttezza dei numerosi contratti bancari e finanziamenti stipulati per fare fronte ai debiti di gioco.
MC ha constatato che banche e finanziarie, approfittando dello stato di instabilità e debolezza di Mauro, hanno erogato a lui e ai familiari prestiti in palese violazione della normativa in tema di usura aggravando la sua esposizione debitoria.
Purtroppo Mauro alla fine del luglio scorso si è tolto la vita.
Qualche settimana prima di compiere questo tragico gesto ha voluto rilasciare un'intervista video che servisse da testimonianza dei rischi cui va incontro chi inizia a giocare d'azzardo. Si diventa vittime di un meccanismo perverso per cui più perdi, più hai voglia di giocare per tentare di vincere. 

 

L'intervista è stata rilasciata al quotidiano on line Nuova Società. Per leggere l'intervista clicca qui.
 

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