Diesel gate Volkswagen

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13-06-2016

PRESENTATE LE SOLUZIONI TECNICHE PER I MOTORI EA189
Con un comunicato ufficiale del 25 novembre 2015, Volkswagen ha reso noto di aver individuato le soluzioni tecniche definitive per eliminare i difetti (alcuni, ma non tutti) sui motori diesel individuati dalla sigla EA189.
Si tratta di quei propulsori che non rispettavano i limiti di emissione di NOx statunitensi e europei, sui quali era stato installato un dispositivo software (defeat device) che ingannava i test di laboratorio per il rilascio della certificazione di conformità delle autovetture (per maggiori dettagli, si veda la sezione LA VICENDA). Le misure tecniche in questione hanno già ricevuto il beneplacito dell’Autorità federale per i trasporti tedesca (KBA), organismo che, secondo la normativa comunitaria – direttiva quadro 2007/46 -  è abilitato a rilasciare, con validità obbligatoria senza ulteriori controlli preventivi, per tutti gli altri Stati membri, i certificati di omologazione delle vetture di ciascun costruttore che lo richieda. Nel caso specifico Audi-Volkswagen, le omologazioni sono rilasciate nella maggioranza dei casi dal KBA.

Le soluzioni tecniche elaborate dall’azienda di Wolfsburg sono:

- sulle vetture motorizzate con propulsori EA189 diesel, 1.6 di cilindrata, verrà installato un “trasformatore di flusso”, una griglia che dovrebbe ridurre la formazione di vortici d’aria, consentendo di introdurre la quantità giusta di aria aspirata nel processo di combustione e conseguentemente abbassare  i livelli di ossidi di azoto presenti nei gas di scarico;

- sulle vetture motorizzate con propulsori EA189 diesel, 2.0 di cilindrata sarà invece effettuato un aggiornamento del software, di cui però non sono stati forniti dettagli tecnici maggiori.

Alla fine di novembre, sono state presentate all’Agenzia tedesca anche le misure relative al motore Diesel 1.2 litri 3 cilindri.

Sebbene l’obiettivo delle soluzioni tecniche - dichiarato dalla casa tedesca nel comunicato -  sarebbe quello di "soddisfare gli standard delle emissioni in ogni caso, senza impatto su potenza, consumi e performance", tuttavia, la stessa azienda si affretta a precisare che per assicurare il raggiungimento di questi obiettivi in maniera definitiva "tutte le varianti dei modelli dovranno prima essere misurate"; frase alquanto laconica  - e lacunosa – che non esclude affatto singoli casi di vetture che - pur nuovamente in regola per le emissioni di NOX, in virtù dell’applicazione delle misure di cui sopra -  non siano più contrattualmente conformi quanto a prestazioni e/o consumi dichiarati all’atto di vendita, demandandosi il responso alle officine autorizzate, con un’analisi modello per modello.

Nessuna indicazione, invece, in merito a possibili indennizzi e/o risarcimenti.

A parte l’offerta di "soluzioni di mobilità sostitutive appropriate"- banalmente dette "vetture sostitutive" – per ovviare al fermo tecnico dell’auto per tutto il tempo necessario a completare gli interventi hardware o software, l’unico rimedio customer-friendly proposto è la rinuncia, da parte di Vw, a far valere ogni eccezione sul mancato esercizio nei termini di legge dei diritti di garanzia, in relazione al software installato sui veicoli con motore EA 189, fino al 31 dicembre 2016 e salva la già intervenuta estinzione di ogni diritto.

Anche tale provvedimento, però, non fuga i dubbi e le perplessità di Movimento Consumatori: quali sono i diritti di garanzia in relazione ai quali Vw intende rinunciare a sollevare eccezioni di tardività? Il diritto alla "riparazione", che però spontaneamente Vw dovrebbe eseguire nel 2016? E’ contemplata anche la "sostituzione" del mezzo o, addirittura, la "risoluzione del contratto" o "la riduzione del prezzo", laddove le soluzioni tecniche proposte, pur regolarizzando le emissioni inquinanti, rendano le vetture "incriminate" contrattualmente non conformi con le prestazioni e i consumi dichiarati al momento dell’acquisto?

In ogni caso, i legali di MC – che nel frattempo hanno inviato già due diffide collettive alle società del gruppo Vw e presentato esposti alle procure della Repubblica di Torino e Verona, che indagano, rispettivamente, sui reati di disastro/inquinamento ambientale e frode in commercio – invitano tutti gli automobilisti (ma anche gli azionisti, per i quali si veda la sezione "IL TRACOLLO IN BORSA DEL TITOLO VOLKSWAGEN") a contattare gli sportelli sul territorio o lo Sportello del consumatore on line, così da aprire una pratica, consentendo di raccogliere quante più informazioni sulle singole posizioni in modo da individuare con precisione le diverse "classi" di danneggiati che potrebbero aderire ad una futura azione collettiva civile o alla costituzione nei giudizi penali, per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

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