Da settimane si discute su come utilizzare il cosiddetto “tesoretto”: cioè l'ammontare delle entrate fiscali non previste o superiori alle attese. Si tratta di un fatto importante che testimonia i primi risultati della lotta all'evasione fiscale e di una maggiore serietà nel coordinamento e nella realizzazione dei nuovi provvedimenti. Se l'immagine di legalità e correttezza fiscale rappresenta un fatto positivo, è invece negativa la decisione della maggioranza di governo di non procedere per quest'anno all'armonizzazione dell'imposizione sulle rendite fiscali al 20%, come inizialmente previsto dalla legge finanziaria. Questo comporta non solo una perdita di gettito, ma anche la rinuncia ad una maggiore eguaglianza e giustizia fiscale, favorendo in questo modo le speculazioni finanziarie. Chiediamo che sia ripristinata la norma già prevista in finanziaria.
Il “tesoretto” stimato si aggira intorno ai 10 miliardi di euro.
Il governo è intenzionato a destinare la gran parte della somma alla riduzione del debito e del rapporto deficit / PIL.
Non siamo d'accordo. Noi pensiamo che – pur mantenendo una linea di riduzione progressiva ma socialmente sostenibile di riduzione del debito – l'extra-gettito debba essere destinato alla riduzione di un altro drammatico deficit: quello sociale ed ambientale. Bisogna affrontare le gravi emergenze ambientali e sociali di un paese che si trova – per tanti indicatori di welfare – sensibilmente indietro rispetto alle altre nazioni europee.
Chiediamo inoltre che le importanti risorse dell'extra-gettito non vengano destinate a ulteriori provvedimenti di natura assistenziale a favore delle imprese (che già hanno beneficiato in finanziaria di ingenti sgravi sul costo del lavoro grazie al provvedimento sul cuneo fiscale), ma siano destinate a colmare il grave deficit sociale ed ambientale. Solo per citare alcune delle emergenze più gravi: oltre il 13% di famiglie povere, il 50% di giovani disoccupati nel Mezzogiorno, l'emergenza abitativa di 500mila famiglie monoreddito in affitto, l'assenza di asili nido e servizi per la famiglia, i modesti finanziamenti per il fondo destinato alle non autosufficienze che copre a malapena il 5% del fabbisogno, oltre il 50% degli edifici scolastici non a norma di legge per la sicurezza, l'invivibilità ambientale di molte nostre città.
Alcune delle nostre richieste sono già state formulate in occasione delle proposte per la finanziaria del 2007.
Per questo chiediamo di stanziare almeno 8 miliardi di euro del “tesoretto” come segue:
• 800 milioni per la messa in sicurezza del 20% delle scuole dell'obbligo italiane;
• 1 miliardo per la creazione di un fondo sociale per il sostegno agli affitti delle famiglie povere, per la casa e l'edilizia pubblica;
• 900 milioni per la costruzione di 3000 nuovi asili nido nel nostro paese;
• 700 milioni per il potenziamento delle ferrovie locali utilizzate dai “pendolari”;
• 200 milioni per un programma di progetti pilota per la creazione di piattaforme intermodali nell'ambito dei programmi di mobilità sostenibile;
• 200 milioni per un fondo straordinario per la medicina di base e l'accesso ai farmaci per i malati cronici;
• 1 miliardo per il potenziamento della ricerca scientifica, in particolare per il programma FIRST;
• 1 miliardo per un programma di “piccole opere” (riassetto idrogeologico e sistema idrico, manutenzione coste, rimboschimento, recupero urbanistico dei piccoli centri, ecc.);
• Lo stanziamento aggiuntivo di 1miliardo e 700 milioni per il Fondo nazionale per le Politiche Sociali, per il fondo per le non autosufficienze e per le politiche di integrazione degli immigrati;
• Lo stanziamento aggiuntivo di 500 milioni per l'Aiuto Pubblico allo Sviluppo.
Chiediamo un confronto al Parlamento e al Governo sulle proposte avanzate e avvieremo nel mese di maggio una serie di incontri anche con le forze sociali, politiche e con le autonomie locali per rafforzare l'iniziativa a favore di politiche pubbliche per l'ambiente, i diritti, la pace.
Per informazioni: www.sbilanciamoci...



