Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la manifestazione del 12 ottobre indetta dai Consiglieri degli Ordini, hanno presentato a Roma in una conferenza stampa un documento comune di indirizzo per la riforma delle professioni. "La riforma delle professioni è una necessità per lo sviluppo del Paese. Affrancare l'economia italiana da rendite di posizione corporative - affermano in un documento le Organizzazioni di liberi professionisti- non è solo una priorità d'ordine economico, ma un principio di libertà irrinunciabile". Ed è necessario proseguire nei processi di liberalizzazione anche per "tutelare le nuove generazioni, affinché il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo".
Queste le proposte dei liberi professionisti:
- affidare la rappresentanza di tutti i professionisti ad enti ad iscrizione volontaria;
- modificare l'esame di Stato abilitante;
- affidare la formazione permanente e la certificazione di qualità, solo volontaria, ad enti indipendenti e in concorrenza fra loro;
- abolire il numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza;
- confermare la completa abolizione delle tariffe minime e massime obbligatorie;
- rendere possibile la costituzione di società intra e interdisciplinari anche con apporto di capitali;
- costituire un tavolo permanente di consultazione con le associazioni dei consumatori.
Nel corso della conferenza il richiamo alla manifestazione indetta dai Consiglieri degli Ordini. L'avvocato Gaetano Romano dell' A.N.P.A, Giovani Legali Italiani ha spiegato: "Oggi non scendono in piazza gli avvocati, scendono in piazza una parte della categoria professionale: gli avvocati più navigati. I giovani avvocati hanno aderito fin dall'inizio alla legge Bersani perché consente ai giovani un miglior accesso al mercato professionale sia sotto il profilo dell'abolizione delle tariffe minime, avendo consentito la pubblicità informativa e sia attrarverso altri strumenti che ne deriveranno".
Il consumatore - precisa Romano - deve essere al centro del sistema, questo è essenziale. In secondo luogo c'è la necessità di apprestare una riforma che tenda a superare gli ordini professionali in favore di una adesione volontaristica del libero professionista a diverse associazioni professionali e che quindi dia una maggiore garanzia di qualità che oggi non è garantita dagli ordini professionali.
Segue l'intervento dell'avvocato Riccardo Cappello, AGICONSUL, Associazioni Giuristi e Consulenti Legali che spiega: "La normativa che era stata inizialmente predisposta a protezione dell'attività professionale è diventata ora un ostacolo per lo sviluppo dell'avvocatura che con un elevato numero di iscritti si trova a dover fronteggiare problemi imprevisti ed imprevedibili. A mio avviso, continua Cappello, e non è una idea nuova perchè fu frutto del dibattito tra Carrara e Zanardelli nel 1874, è che la tutela pubblica ostacola invece di favorire l'attività dell' avvocato, che proprio per essa viene percepito dalla gente come "complice" del mancato funzionamento della giustizia. L'avvocato, quindi deve orgogliosamente rivendicare la sua autonomia dalla politica per puntare su una associazione ad adesione volontaria ed a carattere privato. I problemi del Paese sono generati dall'innesto del collettivismo marxista nell'impianto corporativo che ha dato vita ad un modello sociale che annulla l'individuo costringendolo ad una appartenenza. Il Governo, quindi, conclude l'avvocato, se non vuole essere punitivo solo con alcuni settori, deve procedere nelle liberalizzazioni". Fonte: Help Consumatori www.helpconsumatori.it.




